29 marzo 2013

RINASCERE ♥

donnaveloLa morte fa parte della vita. Mentre cerchiamo tenacemente di rimanere giovani, sani, in forma, incontriamo quotidianamente anche il distacco e la separazione, la fine che precede qualsiasi inizio.
Ci occupiamo, per la maggior parte del tempo, di come fare e cosa fare per evitare dolore e sofferenza, senza, però, rendercene conto. Mentre i meccanismi inconsci lavorano per questo, perpetuiamo le abitudini, i comportamenti, gli schemi di vita che ci mantengono così come siamo, nell’illusione che ciò che conosciamo sia meglio di ciò che potrebbe accadere.

Le nostre difese, le corazze, le abitudini, gli schemi, sono quelli che creano il nostro mondo.

Per vivere in un mondo migliore dobbiamo far morire tutto ciò che, dentro di noi, impedisce il suo manifestarsi al di fuori di noi.
In questo momento della mia vita sto “lasciando morire” una parte di me, che mi è stata amica e di grande aiuto per lungo tempo. Ma, ora, la sua presenza non è più necessaria.
Separarmi dall’illusione di “essere in un certo modo” significa mettermi a nudo, scoprirmi e resistere nella sensazione di sentirmi indifesa.
La mente è più tranquilla quando non sente nulla, l’assenza di emozioni risulta sempre più rassicurante di una sensazione forte e viva (a meno che, nella tua vita, tu non abbia ricevuto attenzioni ed amore solo quando facevi qualcosa di forte per farti notare).

Il fatto che la morte preceda la vita non è molto tenuto in considerazione.
Se lo spermatozoo e l’ovulo avessero desiderato sopra ogni cosa rimanere uguali a come erano, noi non saremmo mai nati.
Se volessimo ritrovarli, all’interno del neonato, resteremmo delusi: sono morti, dissolti, non ci sono più.
Sono morti e, grazie alla loro morte, hanno dato vita a qualcosa di straordinario.

Questo processo è necessario per ogni cosa, c’è sempre qualcosa da sacrificare, qualcosa a cui rinunciare, qualcosa da lasciar andare, per ottenere qualcosa di più e di meglio.

L’unica scelta è tra il morire lentamente (come descrive in modo sublime Neruda in una sua poesia) restando schiavi dell’abitudine durante la nostra vita, oppure il decidere consapevolmente di lasciar morire quelle parti di noi che sono avvinghiate alle abitudini ed agli schemi che ci fanno essere morti, mentre ancora siamo vivi.

La Rinascita è sorprendente, perchè completamente sconosciuta.
Non possiamo sapere cosa voglia dire vivere “sul serio”, fino a quando i nostri cari non ci ripetono costantemente che non ci riconoscono più, che non siamo quelli di una volta, che non siamo più come prima. Questo è il segnale, inequivocabile, che siamo andati fuori dagli schemi appresi in famiglia.

Ecco perchè tutti ne hanno paura: perchè se fai morire quella parte di te che risponde in automatico, che meccanicamente reagisce, diventi “altro da te”, Rinasci a Vita Nuova, puoi permetterti di osservare dal di fuori e poi decidere che fare.
Soffri, certo, perchè ti costa una fatica immane separarti da ciò che ti hanno insegnato essere “bene”, e perchè temi che gli altri non ti accettino più.

E la parte sorprendente è che inizi a sentirti leggero.
Che il peso della quotidianità si dissolve. Puoi dire NO a ciò che non vuoi fare. Puoi fare ciò che ti senti di fare.
Puoi ridere perchè gli altri non capiscono, puoi sorridere quando ti dicono: “Tu puoi, io no.”
Puoi guardare a lasciar fare, perchè ora che sei rinato, ogni cosa è nuova e speciale per te.
Tutto ha un gusto diverso. Ci vedi di più, ci senti di più, hai sensazioni piacevoli molto più spesso.

Sei vivo!
Ecco la differenza!

Buona Rinascita, con tutto il Cuore! ♥♥♥

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