Sul rapporto con il cibo molto è stato detto e scritto. Quali siano i cibi che ci danneggiano e quali permettono di mantenerci in salute dovrebbe essere chiaro, quasi, a tutti. Ma poco si dice degli altri tipi di nutrimento che il nostro corpo necessita, o di quale parte di noi alimentiamo con il cibo.

Il corpo è il tempio che custodisce la nostra divinità interiore, e come tale andrebbe trattato.

La nostra possibilità di vivere questa vita avviene solo attraverso di lui, e con lui, non può essere diversamente.

I nostri bisogni sono molteplici, a vari piani e livelli.

Il corpo ha bisogno di cure ed attenzioni, di cibo sano ed acqua, di affetto, coccole e contatto fisico.

L’ingresso in questa vita avviene attraverso una donna, nostra madre, che ci ha trasmesso il suo “sentire” nei nostri confronti nei primi mesi vissuti nella sua pancia. Possiamo essere stati accolti con gioia oppure con ostilità, con rifiuto o, addirittura, con ribrezzo. Quella relazione primaria è continuata, nell’infanzia, dove abbiamo imparato e percepito dal modo in cui gli altri ci hanno trattato, accolto o rifiutato, amato o negato, stimato o rispettato, il modo in cui trattare noi stessi.

A volte decidiamo di nutrirci con la nostra parte razionale. Ci mettiamo a dieta e misuriamo il peso delle porzioni; ci informiamo su quali siano le necessità corporee e calcoliamo proteine o grassi o vegetali da introdurre.

In molte altre occasioni seguiamo la nostra parte emozionale. Mangiamo dolci in eccesso e ci rendiamo schiavi della droga dello zucchero raffinato, che fa danni tanto quanto altre polveri bianche; oppure eccediamo in piatti salati o piccanti, a seconda del periodo e di ciò che ci servirebbe davvero per condire la nostra vita.

Altre volte – poche – ascoltiamo il corpo e le sue necessità, dandogli ciò che sente utile in quel momento; alimenti proteici e calorici in inverno, o freschi e dissetanti in estate.

Abbiamo, di solito, poca percezione delle altre necessità fisiche, per esempio del bisogno di contatto che la nostra pelle ha, degli abbracci caldi ed avvolgenti che ci fanno sentire bene, della voglia di stringere ed essere stretti da mani e braccia affettuose ed amorevoli. Se non abbiamo ricevuto tutto questo, abbiamo imparato a non sentirne la mancanza anzi, a provare fastidio quando qualcuno si avvicina troppo.

Un bambino non accarezzato e non toccato si lascia morire, così come avviene per la mancanza di cibo. Una vita arida e senza contatti fisici affettuosi è una vita della quale ci si stanca facilmente, di cui si percepisce l’inutilità e, a volte, di cui si fa volentieri a meno. Neppure il sesso, compiuto senza un contatto profondo, vero ed affettuoso, può colmare questo vuoto.

L’energia sessuale, che abbiamo in enorme quantità, richiederebbe di essere utilizzata ed incanalata nella creatività e nell’azione, per evitare dannosi accumuli o eccessi incontrollabili in varie situazioni (leggi QUI qualcosa in merito)

E, infine, il nostro corpo necessita di un adeguato riposo, agevolato dalla sensazione del buon lavoro compiuto durante il giorno e non compromesso da preoccupazioni o pensieri ristagnanti. Un buon sonno è indipensabile per poter vivere bene ed a lungo.

Se la nostra relazione con il corpo ed il suo nutrimento è distorta, ci sono molte cose che possiamo fare per renderla più sana.

L’importante è fare qualcosa, dare al corpo ciò che riguarda il corpo: cibo sano, aria, acqua in abbondanza, movimento, contatto, affetto, danza, aria aperta, sole…

Ricorda che ciò che fai a te stesso è esattamente ciò che otterrai dagli altri; non aspettarti mai che qualcuno provveda ai tuoi bisogni più di quanto non sei disposto a fare tu…

Cura ed onora il tuo tempio: è un dono che dovrai, sempre troppo presto, restituire…

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