1 ottobre 2013

COPPIA APERTA?

coppia apertaC’è un’Italia di cui si parla poco, eppure esiste. È fatta di persone mature, qualsiasi età abbiano, tanto da permettersi di essere libere anche all’interno della coppia. Questo vuol dire essere così aperti con il proprio partner al punto da potersi confidare i propri desideri, da potersi confrontare sulla noia reciproca, sulle delusioni e le disillusioni che la convivenza prolungata costringe, prima o poi, ad affrontare.
Persone che hanno superato la paura ancestrale ed istintiva di perdere il proprio compagno/a, che decidono di restare insieme nonostante, malgrado e, magari, anche grazie alle reciproche infedeltà.
Quando si raggiunge l’Amore verso se stessi che consente di riconoscere sempre il proprio valore, anche se non c’è nessuno intorno che ce lo mostra; quando si realizza che mai nessuno può tradirci, allora diventa possibile davvero amare gli altri.
Il restare insieme per convenienza o abitudine è sempre esistito,  ci sono molti motivi per cui ci si costringe a farlo: il mutuo da pagare; la mancanza di un lavoro; i figli da salvaguardare; il senso di colpa; la morale cattolica; la vergogna o la paura di fare brutta figura; non voler ammettere di aver sbagliato; non voler dare un dolore ai genitori; perpetuare l’esempio che si è ricevuto…e molto altro.
Ho conosciuto molte persone, soprattutto uomini, che hanno saputo superare con amore ed affetto dei periodi in cui la propria moglie frequentava qualcun altro, rendendosi conto che era un suo bisogno, e che qualcosa di importante mancava nella loro relazione.

Sono gli uomini di cui l’Italia dovrebbe andare fiera, quelli che non considerano la donna una propria proprietà, che non la massacrano di botte, ma la rispettano sempre e comunque, mettendosi in discussione e cercando di migliorare se stessi, per farla rimanere accanto a sé. Di queste storie si potrebbe parlare di più, per dare esempi di Amore vero, per smettere di fare gossip e sceneggiate televisive, e diffondere la cultura dell’amore reciproco, quello che vuole il bene dell’altro, sempre e comunque.
Quando si rimane insieme senza astio e rancore, non per farsela pagare rispettivamente, ma perché si è giunti ad un nuovo equilibrio, si può raggiungere una complicità ed una intimità che le coppie chiuse e fedeli ad ogni costo non raggiungeranno mai.
La rigidità, in qualsiasi ambito la si applichi, può solo fare dei danni e provocare contratture, chiusure, reazioni violente.
La flessibilità e l’accoglienza sono componenti indispensabili dell’amore.
L’Amore può continuare ad esistere anche quando l’attrazione sessuale è svanita, e si può scegliere con tranquillità se continuare o meno a convivere, nell’interesse di tutta la famiglia. Ma restare insieme per litigare, farsi del male, vivere in continua tensione, è un inferno senza fine.
Anche il poter condividere le proprie fantasie o desideri, senza che l’altro si senta non amato o tradito, richiede maturità, complicità, affetto e rispetto reciproco. Sentirsi amati sempre e comunque è possibile, rendersi conto di meritare amore anche se da piccoli non lo si è ricevuto, ed anche senza pretenderlo dal partner di turno, è una conquista fondamentale nella vita.
Oggi la coppia tradizionale non esiste quasi più, tranne che per rare e felici eccezioni, per lo meno, la coppia che rimane insieme tutta la Vita. Ho appena trascorso qualche giorno sulla spiaggia italiana di una città di mare: la maggior parte delle coppie era composta da due uomini, a volte da due donne.

L’Amore esiste in molteplici forme e, per raggiungerlo e viverlo davvero, l’unica strada è imparare ad amare se stessi per poi poter amare l’altro (qualunque sia il suo sesso) lasciandolo libero…

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    2 Commenti

  • manuela 2 ottobre 2013
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    Bello quello che scrivi, ma la mia esperienza come quella di molte altra amiche/amici è che in questo processo di evoluzione, che va dal cercare fuori la conferma del nostro valore al trovarlo dentro, l’esperienza della coppia aperta parta dalla fine. Voglio dire che sovente è solo un operazione mentale che si compie illudendosi di avere già raggiunto quella consapevolezza e stima di sè che si vanno cercando, ma che spesso non è così e questo genera molto dolore e di conseguenza ancor più rigidità, quella rigidità che ci si proponeva di abbandonare….
    Questa almeno è la mia esperienza….

    • Valeria Pisano 2 ottobre 2013
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      sì, è così….le esperienze, tutte diverse, personali, sofferte, vissute sulla pelle e sul cuore…..toste, dolorose e ricche di insegnamenti…..

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