il veleno dell'anima
19 agosto 2014

IL VELENO DELL’ANIMA

il veleno dell'animaQuando si compie un “Viaggio dell’Anima” si dovrebbe già sapere in anticipo che, come ogni anima che si elevi, essa incontrerà anche l’abisso in cui è possibile sprofondare. Gesù venne sottoposto a quaranta giorni di tentazioni, nel deserto, durante i quali dovette fare i conti con tutte le possibili corruzioni della propria anima.

E così, durante il Viaggio che ho appena compiuto, e che ho definito così, ho potuto assistere alla corruzione di un’anima, al suo sgretolarsi davanti ai miei occhi. Di tutte le anime corruttibili, la peggiore è sicuramente quella che si ammanta di bontà e di un percorso spirituale. Il mondo della formazione e della terapia è pieno di roboanti personaggi, pieni di sè e della propria vanagloria, che fanno molti più danni di quanto possano mai immaginare, credendo di fare del bene.

Durante i miei oltre quindici anni di percorsi e di “Scuole” per la crescita personale, ho avuto la fortuna di incontrare molti Maestri, che ho seguito a lungo, e che ho lasciato quando ritenevo di essere cresciuta “abbastanza”, per poi far apparire quello successivo, di livello sempre superiore. La “fortuna” consiste nel fatto che, quando si prende a modello o si seguono, per un certo periodo, gli insegnamenti di qualcuno, è perchè si riconoscono nel Maestro delle qualità che vorremmo avere e non abbiamo ancora. Il “lavoro su di sè” consiste, nella maggior parte dei casi, nell’osservare se stessi in situazioni poco abituali o che creano attrito. Chi, invece, crede di poter compiere un percorso di crescita o spirituale in autonomia, sarà facilmente tratto in inganno, poichè nessuno di noi ha la possibilità di guardarsi e riconoscere i propri vizi e difetti; il “sistema”che ci protegge è talmente sofisticato che giustificheremo a noi stessi ogni nostra azione.

Per mettere i propri studenti in situazioni di attrito, i Maestri davvero ne studiano di tutti i colori; soprattutto l’essere a contatto con altre persone, unite dallo stesso intento di crescita, favorisce l’osservazione del proprio “abisso personale”. Ecco perchè ho riconosciuto, nel corso degli anni, e molto prima di questo ultimo viaggio, ciò che avvelena l’anima, anche quella che crede di essere estremamente nobile.

Una delle caratteristiche più diffuse e velenose è la vanità. Ne siamo dotati tutti, anche i più umili e mansueti. Di solito un’anima che “si sta elevando” ha un aspetto esteriore piacevole e molto curato; spesso è anche affascinante e ammaliante. Sentirsi ammirati e vedersi ricercati, avere un seguito, attrarre persone del sesso opposto è normale e accade molto spesso a chi si dedica agli altri ed ha carisma. Gestire la propria vanità è qualcosa di molto difficile, solo persone di grandissimo spessore vedono dentro di sè al punto da riconoscere la propria vanità e riuscire a tenerla a bada, perchè non faccia danni.

Quando ci si prende la responsabilità di aiutare gli altri è fondamentale capire la propria motivazione profonda. Molti sono quelli che nutrono il proprio stesso bisogno di essere al centro dell’attenzione, hanno imparato molte cose e le divulgano e, mentre lo fanno, si “cibano delle persone”. Anche occuparsi degli altri è una droga, e spesso si ha bisogno della propria dose quotidiana, ammantata da altruismo e generosità.

Avere successo tra donne e uomini abitua ad usare il proprio fascino a proprio vantaggio, mettendo in secondo piano gli interessi della persona a cui si crede di dare aiuto. Il confine è molto sottile e si tratta davvero di sfumature, spesso usate molto abilmente, per cui non si è mai del tutto sicuri di aver frainteso o capito giusto.

La vanità nutre l’ego, che attraverso la stima e l’ammirazione dell’altro cresce, spesso a dismisura, in particolare quando non si ha nessuno che possa fare da campanello d’allarme. I “vampiri energetici” attraggono altri “vampiri energetici”, il nutrimento è reciproco, tra chi vuole attenzione e chi vuole riceverne.

Anche le iniziative più benefiche hanno risvolti che sono intrisi di orgoglio, volte più a dare lustro a chi le promuove che a chi riceverà (ammesso che lo riceva) il beneficio. Anche il denaro corrompe, naturalmente, se ci si abitua ad un certo tenore di vita, se si deve mantenere un “ruolo sociale” o portare avanti iniziative, sarà sempre più importante avere persone che hanno un bisogno da soddisfare, e raro sarà colui che rende davvero liberi ed autonomi i propri clienti. Creare dipendenza è un altro modo sottile e subdolo per continuare a finanziarsi, al di là di quello che è il bene effettivo della persona che si sta aiutando.

Assistere alla degenerazione di un’anima potenzialmente bellissima è davvero penoso, lascia sconcertati e senza parole, soprattutto perchè tanta conoscenza e tanto studio non sono sufficienti a rendere consapevole nessuno.

Essere testimoni e sapere che niente è possibile fare, quando l’anima in questione preferisce non rendersi conto di avere superato l’orlo dell’abisso, permette comunque di accrescere la propria forza e la consapevolezza del proprio valore. Mantenersi integri e coerenti, senza cadere nelle trappole che la situazione propone, è un’altra conquista del viaggio.

Ogni anima viene sottoposta a dure prove, tanto più quanto la sua ambizione è elevata. Pochi sanno crescere in umiltà e consapevolezza del proprio valore; pochi sono quelli che resistono alle lusinghe dell’ego, dell’orgoglio e della vanità.

Non esiste un antidoto al veleno; lunghi anni sono necessari prima di liberarsi dalla sua paralisi, e non è detto che sia possibile farlo.

Gli Angeli sono benevoli e lasciano sempre una via d’uscita.

Chi non è completamente accecato può riuscire a vederla.

 

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