25 novembre 2014

LA DONNA HA SMESSO DI SOPPORTARE

Alcuni anni fa, quando decisi di separarmi da mio marito, mia madre mi disse: “A me però è stato insegnato a sopportare! Anche io avrei voluto andarmene, ma non sapevo dove andare, perciò sono rimasta.” Alla mia obiezione che avrebbe dovuto essere contenta per me, anzichè rimproverarmi, non seppe cosa rispondere.

E’ vero, ci è stato insegnato questo. E’ vero, anche io ho sopportato una situazione che mi rendeva profondamente infelice, e l’ho fatto per almeno vent’anni. Ho creduto, a lungo, che avrei risparmiato una sofferenza a mio figlio, restando io nell’infelicità. Ho seguito l’esempio che mi era stato dato, e sono riuscita ad andare oltre solo dopo anni di lavoro su me stessa.

Nella nostra cultura è profondamente radicata l’idea che la donna svolga un ruolo di minore importanza, che occuparsi dei figli, della casa, avendo anche un lavoro, sia meno degno di rispetto che guadagnare e avere mansioni impegnative quali quelle dell’uomo.

Le scelte, nella coppia, le fa, a volte, chi guadagna di più, senza tenere conto di ciò che avviene all’interno dell’altra persona, che, magari, accetta senza fiatare. La mancanza di rispetto è molto sottile, non si esprime solo con gesti violenti, si manifesta anche nel modo in cui si viene trattate nella quotidianità. Non avvisare sul ritardo del proprio rientro a casa, lasciando moglie e figli ad aspettare (magari avendo un paio di cellulari in tasca e standosene a parlare con qualcun altro per ore) denota una mancanza di considerazione pari a chi parla continuamente senza badare all’effetto che ottiene sulla propria compagna, o altro ancora.

Un uomo preso dai suoi impegni e dai problemi di lavoro spesso non si accorge che il suo atteggiamento non è nè amorevole nè comprensivo ma, nello stesso tempo, questo stesso uomo ritiene che la propria moglie/compagna debba continuare a soddisfare i suoi bisogni sessuali, pena l’inasprirsi della situazione. La minaccia è solo velata, ma lo scarico di tensione che non avviene attraverso il sesso (rendendo la donna un “pezzo di carne” su cui sfogare il testosterone in eccesso) esce poi sotto forma di rabbia e di parole (quando non peggio) che la donna ed i figli devono sopportare.

E torna sempre questo verbo: sopportare. Ma è tempo di spostare l’attenzione sulle Donne che hanno scelto di cambiare, e ce l’hanno fatta. Sempre più Donne scelgono oggi di rimanere sole, piuttosto che sopportare (nel 2011 circa sette milioni di single censiti in Italia, per lo più donne).

So benissimo che esistono donne “insopportabili” che sono diventate “virago” e megere, che hanno invertito i ruoli e, addirittura, sopraffanno e malmenano, nella terribile dimenticanza della sacralità del Femminile.

Questa epoca richiede un salto di consapevolezza notevole, ed il ruolo di apripista e di fautrice del rinnovamento profondo è quello che caratterizza la Donna. E’ stata prescelta per creare la Vita, ha un collegamento diretto con la Divinità e, nell’antichità, questo ruolo sacro le era riconosciuto.

Alcuni mesi fa un terapista mi ha detto “Questo è ciò che tu devi pretendere, in una relazione, perchè è ciò che ti rende felice.” La sua frase mi ha riempita di stupore, perchè mai avevo pensato che avrei potuto “pretendere” qualcosa, in una relazione! Quello che so fare, quello che ho appreso ed imparato, è dare, dare, dare, dare ed ancora DARE!!

Oggi, come moltissime altre Donne, ho compreso fino in fondo il mio Valore, e non intendo accettare un trattamento che non ne tenga conto. Soprattutto dalle persone che mi sono vicine, che sostengono di volermi bene, PRETENDO la stima ed il rispetto che ritengo di meritare. Offro loro la stessa cosa, naturalmente, e lo faccio per prima, perchè mi viene naturale ed anche per dare l’esempio. Se la stima ed il rispetto non sono ricambiati non ci sono possibilità di convivenza, questo per me è chiaro, fin da subito.

Abbiamo il dovere di diffondere questa cultura e quello di creare le condizioni affinchè tutti, donne, bambini, bambine, ragazzi, ragazze, uomini, possano IMPARARE ciò che non ci è stato trasmesso con l’educazione ricevuta, e ciò che i mass-media quotidianamente smentiscono. L’Amore richiede questo, altrimenti non è Amore.

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    2 Commenti

  • brunaferrareserese 26 novembre 2014
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    Il tuo racconto rispecchia appieno la mia esperienza e le mie convinzioni cara Valeria. Grazie per aver condiviso apertamente il tuo pensiero perchè è solo superando il senso di colpa delle nostre vicissitudini femminili che troviamo la via della ri-nascita e del benessere autentico, quello che nasce dal rispetto di sè stesse.

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