29 maggio 2013

LA VERGOGNA CI RENDE SCHIAVI

fantasmaL’uomo primitivo e la sua donna giravano nudi e si godevano i piaceri della vita senza alcuna vergogna. Se si coprivano lo facevano solo per il freddo; condividevano con gli altri, all’aperto o nelle caverne, sia le difficoltà, che le loro funzioni vitali,  che la sessualità. All’epoca dei romani il piacere sessuale era ancora vissuto come qualcosa che è parte integrante della vita, senza alcun tabu’ riguardante l’unirsi a uomini o a donne, o all’avere più amanti e/o concubine, e di questo le pitture  murali di Pompei danno ampia testimonianza.

Ad un certo punto, però, nell’essere umano è stato instillato il sentimento della “vergogna”. A tutto ciò che è naturale e riguarda le funzioni del corpo è stato associato il pudore, la necessità di nascondersi, fino alla punizione ed alla invenzione del cosiddetto “peccato mortale”.

Quello che il corpo, per sua stessa natura, desidera fare, è diventato un tabù. Uomini e donne soggetti al pudore ed alla vergogna sono diventati, così, controllabili e manipolabili, tramite le religioni, che avevano il potere di accettare od escludere con ignominia chi non si attenesse ai princìpi dettati dalle leggi umane, spacciate per divine.

Ma la genialità risiede tutta nel fatto che la vergogna, il pudore ed il senso di colpa sono “autoinstallati” al nostro interno per imitazione ed educazione, dai genitori e dalla società intera, e continuano ad agire automaticamente.

Oggi questo condizionamento, durato un paio di millenni, abilmente sfruttato per pilotare le masse, è quello che produce il maggior reddito, in assoluto, sul pianeta.

Tutto ciò che non si può fare e non è socialmente ammesso, viene fatto ugualmente, in modo nascosto o deviato, producendo effetti devastanti.

La pornografia è un’industria che non conosce crisi, e dilaga su Internet, senza risparmiare nessuno, e la diffusione della pedofilia lo dimostra. La prostituzione è sempre più diffusa, si parla di percentuali altissime di stimati padri di famiglia che (non potendo fare con le proprie mogli ciò che sarebbe naturale fare) pagano altre donne (o uomini, o transessuali) per poterlo fare ugualmente. Chi non osa farlo frequenta i siti porno di Internet, che offrono le stesse cose in modo virtuale, e sono molto meno compromettenti.

Per poter continuare a rimanere represso, come la società lo vuole, l’essere umano consuma alcool, tabacco, droghe, farmaci, psicofarmaci, ed altro ancora. E le aziende produttrici, la malavita e lo stato ci campano sopra alla grande.

La straordinaria carica sessuale di cui sia l’uomo che la donna sono dotati, non potendo esprimersi compiutamente, crea anche conflitto, rabbia, rancore, odio, e viene indirizzata abilmente verso le fazioni opposte, per fomentare guerre e guerriglie, che permettono la produzione e la diffusione di armi e mezzi bellici sempre più sofisticati e diffusi.

La vergogna installata dalla società crea disperazione nei giovanissimi, che sono sempre i più fragili, esposti ora ad immediate riprese sui cellulari dai coetanei, che, senza alcuna pietà, diffondono poi in rete i filmati. La responsabilità dei suicidi precoci dei nostri ragazzi è, anche e soprattutto, di quella sensazione di essere sbagliati, di non essere accettati per quello che si è, così come si è, che ereditiamo dai nostri genitori e ci portiamo fino alla tomba, se non facciamo un enorme lavoro su noi stessi per potercene liberare, che richiede tutto il resto della vita.

Ogni genitore, prima ancora di diventare tale, dovrebbe chiedersi cosa ancora non ha risolto per se stesso, e poi dovrebbe mettere al primo posto, nel suo essere padre o madre, l’impegno di trasmettere ai propri figli la certezza assoluta che vanno bene e meritano amore esattamente così come sono.

Mi ha stupita constatare come, nei momenti in cui ho dovuto affrontare il dolore di non essere accettata o sono stata rifiutata, o ho fatto qualcosa di fuori dagli schemi socialmente accettati,  mi sia ritrovata a fare sogni in cui mi sporcavo dei miei stessi escrementi, o ero costretta ad evacuare davanti ad altri. Quello che insegniamo ai nostri bambini ed identifichiamo come “cacca” è tutto ciò che riteniamo sporco, brutto, cattivo, inaccettabile.

Ma, se amo me stesso per ciò che sono, il pudore e la vergogna svaniscono; posso esprimermi liberamente usando il mio corpo, nella danza, nel movimento, nella sessualità; quando mi amo così come sono mi nutro delle cose che più mi fanno stare bene e mi piace tutto di me, compreso l’odore dei miei escrementi.

Ed i tabù continuano ad esistere solo negli occhi di chi guarda.

ARTICOLI RECENTI