27 agosto 2012

L’ILLUSIONE DEL CONTROLLO

Quando la nostra mente non è più in contatto con ciò che il corpo prova, e la capacità di “sentire” le nostre paure, fragilità e vulnerabilità si affievolisce fino quasi a sparire, la corazza prende forma intorno a noi (vedi post precedenti), ed ha il sopravvento la tranquillità di avere, finalmente, tutto sotto controllo.

Per chiudere il passaggio di informazioni tra il corpo e la mente, il collo si irrigidisce, i trapezi si contraggono, la mascella si serra e digrigna di notte, la fronte si segna di rughe d’espressione, la testa esplode in emicranie feroci, i gran dorsali nella schiena si induriscono, le gambe scricchiolano…eh sì, ho la cervicale, ci diciamo, ed un sacco di dolori…

Così non sentiamo più ciò che ci ferisce e ci fa soffrire emotivamente, e possiamo rispondere, con convinzione, a chi ci chiede come stiamo: “Sì, sto bene, in fondo c’è di peggio…”

Ogni cosa che mini la nostra capacità di controllo viene vista con diffidenza. Se ci viene da piangere chiediamo scusa, e qualcuno ci porge il fazzoletto, con la speranza che smettiamo immediatamente di mettere in imbarazzo tutti esprimendo emozioni, non tollerando di essere esposto a quello spettacolo…

Ma l’incapacità di sentire, se ci impedisce di far arrivare alla nostra consapevolezza il dolore e le emozioni negative, si estende anche alla capacità di godere nel piacere…

Tutto ciò che vale la pena sperimentare, nella vita, trova la sua massima espressione nell’abbandonarsi completamente all’esperienza. Cosa che che pochissimi occidentali sanno fare.

L’energia sessuale, quella di cui siamo dotati in sovrappiù, sia maschi che femmine, è continuamente stimolata ed attivata, ma pochi si rendono conto che è impossibile far l’amore bene con le spalle contratte, la schiena dura, i muscoli delle gambe e delle braccia doloranti…un corpo che si abbandona è morbido, sciolto, lascia accadere ciò che arriva, non si oppone mai, ma danza nel continuo fluire del respiro, dei gesti, delle sensazioni e delle emozioni, completamente coinvolto e presente.

La rigidità che il nostro corpo è costretto a vivere, per mantenere il controllo, si paga nella mancanza di scioltezza e di gioia…

H.H. Mamani sostiene che, in occidente, facciamo ‘fast sex’, sesso veloce, quello che finisce in dieci minuti e non appaga, nel quale molte donne vivono l’incapacità di raggiungere l’orgasmo, e molti uomini l’ansia che conclude precocemente il rapporto…

Conosco persone che vogliono vivere il sesso senza emozioni, senza sensazioni, senza contatto profondo…perlomeno, questo è quello che si concedono…

Il corpo conosce molti modi per farsi sentire e, dopo una vita passata nell’illusione di avere tutto sotto controllo, qualcosa di inaspettato accade sempre…un sintomo, una malattia, un infortunio, una frattura…qualcosa che ci costringe a sentire ed a vivere ciò che volevamo evitare…

Ci sono molti modi per imparare ad abbandonarsi…con l’antiginnastica si rilassano i muscoli, con la biodanza s’incomincia a ballare la vita, con il rebirthing si riprende a respirare, sciogliendo i traumi, con  la bionergetica il corpo racconta, con i trattamenti energetici (Shiatsu, ReiKi, Reflessologia plantare, etc) si smuove ciò che è bloccato, con i massaggi si ritrova il contatto, e molto molto molto altro ancora è possibile…

Trova la tua strada, riconquista la capacità di sentire, di essere nel flusso della vita, liberati dell’illusione di poter controllare e impara a gustare di nuovo la curiosità, la sorpresa, la meraviglia dell’inatteso…

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