25 gennaio 2013

MAI NATI, MAI MORTI

La canzone di Franco Battiato “Testamento” recita: “We never died, we were never born”, non moriamo mai, non siamo mai nati. Ed egli cita anche il fatto che Gesù nei Vangeli parla di reincarnazione.

Nel suo libro “Il destino come scelta” T. Dethlefsen dà una risposta alle domande che da sempre l’uomo si pone, basate sulla possibilità di vivere più vite, ognuna delle quali è la conseguenza delle precedenti.

Il 19 gennaio è stato l’anniversario della morte di Osho. Guardando il filmato di ciò che è accaduto dopo, ho visto la scritta sulla sua lapide: “Mai nato, mai morto, venuto in visita sul pianeta Terra”.

Quando un grande Maestro lascia il corpo, per centinaia o migliaia di persone si apre un varco tra le dimensioni, si assottiglia il velo che divide lo spirito incarnato da quello che non lo è più.

L’illusione di questa vita si mostra con più chiarezza, le percezioni sensoriali permettono di cogliere quello che solitamente non sentiamo, le presenze impalpabili si fanno quasi manifeste.

Qualcosa di simile accade a chi perde una persona molto cara, per giorni e giorni la sua presenza è quasi percettibile, il suo spirito rimane ancora vicino ai familiari per diverso tempo.

E’ ormai una costante, nei percorsi di crescita, sentir dire che non siamo esseri mortali destinati ad una vita ultraterrena dopo la morte, bensì esseri spirituali venuti a fare un’esperienza su questa terra.

Mi piace pensare che questa vita sia semplicemente un gioco, iniziato dalle nostre anime per svagarci dalla lunga e noiosa eternità. Una partita a scacchi giocata con impegno, per imparare nuove mosse e nuovi ruoli, presa poi troppo sul serio quando arriviamo su questo pianeta.
Come se qualcosa potesse davvero essere perso, come se qualcuno potesse davvero venire a mancare, solo perchè non lo vediamo più, in carne ed ossa, per un certo periodo. Quando, in realtà, siamo tutti un unico Spirito ed un’Unità universale, che non conosce tempo, nè spazio, nè dimensione.

Chi ha visto il film Matrix può immaginare di cosa stia parlando, di quanto sia facile uscire ed entrare nel “programma” che tutti crediamo essere reale.

Quanti drammi quando qualche pedina esce dalla scacchiera, o quando un evento nefasto spazza via tutti i pezzi in un colpo solo! Quante cose, ritenute vere, ci aggiogano per tutta l’esistenza, quanta sofferenza per qualcosa che è accaduto qualche decennio prima, quanto attaccamento ai nostri dolori!

E dov’è finita la dimensione del gioco, la leggerezza con la quale abbiamo deciso di prendere queste sembianze, di sceglierci quei genitori e questa vita, per scoprire qualcosa in più sulle nostre possibilità?

E quella sensazione di essere uniti, di fare parte di qualcosa di grande, quella certezza di esistere in ogni singolo atomo, che vibra accanto agli altri atomi, ovunque nell’universo?

Sogno o son desto?

Qual è la verità? Siamo fuori o dentro il sistema (Matrix)?
E se potessimo essere l’uno e l’altro?

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    Un commento

  • Raoul 4 febbraio 2013
    Rispondi

    bello e condivisibile. Un abbraccio. Raoul

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