CORAZZACredo che ognuno di noi sappia di aver messo un bel po’ di strati corazzati attorno al proprio nucleo più tenero…secondo gli esperti, sin dalla prima infanzia iniziamo a renderci conto che non possiamo essere ciò che siamo davvero, e non possiamo avere ciò di cui avremmo davvero bisogno.

Quel bimbo o quella bimba avevano voglia di esplorare ogni piccola o grande cosa, di ridere o piangere, di toccare, di essere toccati, di ricevere coccole, baci e carezze, di dire ogni cosa passasse per la mente, di correre e saltare…ogni sgridata ed ogni sguardo di disapprovazione, ogni commento su ciò che si può fare o no, ogni insegnamento e l’esempio costante degli adulti ha spento lentamente tutto ciò, così come ogni delusione o dolore o separazione…

La corazza l’abbiamo costruita gradualmente, per proteggere quella parte di noi che sarebbe potuta soccombere alla disperazione. L’inconscio è un amico fedele, che possiede un manuale infinito di soluzioni e risorse, ed ha saputo nascondere con prontezza e delicatezza, meglio di qualsiasi agente segreto, ogni traccia delle ferite ricevute…

Con la ragione abbiamo aggiunto man mano le spiegazioni, le analisi sul passato, le soluzioni ideate, ed abbiamo ottenuto un adulto completo, che ha la sua vita, la sua famiglia, possibilmente un lavoro, alcuni amici e un contesto sociale in cui è inserito…ammesso che abbiamo raggiunto tutto ciò.

A volte ci sentiamo un po’ soffocare, anche quando non fa caldo…ci sentiamo un po’ stretti nei nostri panni, o distanti dagli altri, sentiamo strane contratture…la cervicale dura, le spalle cariche di peso o rigide, le braccia e le gambe affaticate, stanche, dolenti…

Allora andiamo a cercare qualcosa che ci dia sollievo, e deve essere qualcosa proprio per noi, perchè tutti i tentativi di ottenere dagli altri ciò che ci potrebbe servire falliscono dopo un po’, si scontrano con la barriera che ci isola….se cerchiamo bene, nella direzione in linea con noi, prima o poi facciamo un corso, o seguiamo una disciplina, o ci facciamo fare dei trattamenti energetici e, prima o poi, qualcosa accade…

Si apre qualche spiraglio e si produce qualche crepa nella corazza…ci sono voluti anni per costruirla, il materiale è di prima qualità, e mai potrebbe cedere di colpo; la protezione messa in atto è abilissima, quindi ciò che ci è concesso è qualche piccolo passo per volta…

L’aria circola più liberamente, e porta nuova linfa vitale, possiamo aggiustare il tiro e cercare ancora, in una direzione ancora più adatta a noi…e, passo dopo passo, ci scopriamo…nel senso letterale, cioè permettiamo ad alcune parti di noi di stare allo scoperto, ed anche nel senso che iniziamo a fare scoperte su noi stessi, mettendo in campo qualcosa che prima non era mai stato manifesto…e spesso ci sorprendiamo di noi…

In questi giorni ho fatto un’esperenza che aveva lo scopo diretto di rompere la corazza, ed è stata brutale, dura e frustrante…lasciare andare la protezione, mollare lo schema che mi ha aiutata per così tanti anni, è stata una fatica enorme. La reazione solita, abituale, non serviva a niente, mi ero messa in gioco e dovevo andare fino in fondo, trovando altre risorse, permettendo a tutto il dolore di venire allo scoperto, alla fragilità ed alla vulnerabilità di farsi sentire, per la prima volta, in tutto il loro urlante terrore…

Sono sopravvissuta, perchè non ero mai stata, davvero, in pericolo.

Il giorno dopo ero più leggera e fluida, malgrado il residuo di fatica che sentivo nelle ossa.

Ora posso permettermi di abbandonarmi e lasciarmi andare, godendo del flusso costante di energia e di vita che scorre in ogni respiro ed in ogni istante di vita.

Essere allo scoperto è la cosa più naturale che ci possa essere.

Uscire dal ventre caldo che ci ha protetti per nove mesi è stato doloroso e brutale, eppure ha segnato l’inizio della nostra vita. Quando il nostro corpo ripercorre quei passi, e noi ci permettiamo di “sentire” tutta la vibrazione e la sofferenza che ci sono in questa “trasformazione”, in questo passaggio da uno stato protetto ad uno stato più libero, possiamo contare sul fatto che le nostre cellule ricorderanno.

Ora ho una sensibilità accresciuta, e la direzione da seguire la capisco dalle mie sensazioni, che mi indicano non la strada migliore, o la più conveniente, o la più utile, ma LA MIA STRADA.

E ricomincio il Viaggio…

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