21 novembre 2012

ACCOGLIERE A BRACCIA APERTE

Le braccia spalancate che accolgono sono contrapposte a quelle che si stringono l’una con l’altra chiudendosi, e non lasciando entrare nulla.

Quando si parla di accoglienza oggi viene in mente chi arriva da terre lontane, o il “diverso”.

Certo, anche il nostro modo di rapportarci a ciò che è “estraneo” o “straniero” dice molto di noi. Ma ci sono molte cose che dovremmo accogliere, soprattutto nella nostra vita. Credo che il vero significato della frase “Porgi l’altra guancia” sia qualcosa che riguarda proprio questo.

Non è per niente facile, d’accordo, ma iniziamo a pensarci su, visti i tempi che corrono…

Ecco qualche esempio…

ACCOGLIERE LE SITUAZIONI CRITICHE

Questi sono tempi duri, si sa, se ne parla ovunque. Lo scorso anno per me è stato particolarmente tosto. Tutto quello che mi sforzavo di fare non otteneva risultati, le strade intraprese si sono rivelate tutte senza uscita. Alla fine l’unica scelta rimasta era quella: mi sono arresa. Va bene, mi sono detta, lascio fare a chi sta più in alto di me, visto che le mie preghiere non ottengono alcun effetto. Ho lavorato sul mio stato interiore, per essere tranquilla, e riuscire ad affidarmi…ora va molto meglio! Quello che volevo, che pensavo di poter raggiungere con la mia volontà, con forza e determinazione, sta arrivando…io sono cambiata, quindi le cose intorno a me stanno cambiando. Si dice spesso che si ottiene ciò che si vuole quando si smette di desiderarlo…vale la pena provare!

ACCOGLIERE UN SINTOMO/ UNA MALATTIA

Nei libri di Medicina Naturale che ritengo fondamentali, il sintomo che il corpo manifesta viene sempre indicato come un messaggio da comprendere. Un’informazione che non ci è chiara, una scelta o una situazione di vita che non tolleriamo più, qualcosa che la mente continua a ritenere necessaria, ma il nostro inconscio sa essere profondamente sbagliata per noi. Non avendo altro modo per farsi capire, il corpo ci costringere a vivere con difficoltà proprio ciò che continuiamo a voler perseguire. Di solito si inizia il pellegrinaggio da medici e specialisti, alla ricerca del rimedio magico che faccia sparire al più presto il dolore. In questo modo si ingaggia una lotta al sintomo che è tutt’altra cosa dall’accogliere un messaggero con gentilezza. Spesso la malattia peggiora, non avendo altro modo per costringerci a capire.

Conosco sulla mia pelle, ed ho verificato con molte persone, cosa accade quando si accoglie con tranquillità ciò che sta succedendo al nostro corpo e ci si rivolge con attenzione alla nostra parte “malata” per chiederle quale sia la lezione da imparare. Se abbiamo pazienza, se continuiamo a chiedere, la risposta arriva. Non sempre velocemente, perchè la malattia nasconde spesso dei vantaggi secondari, per noi. Ma può capitarci di assistere al “miracolo” della remissione spontanea, che la scienza non è in grado di spiegare.

Re-missione, questo è il termine utilizzato per la guarigione. Ci “diamo un’altra missione”, cambiamo il nostro stile di vita, usciamo dalla situazione che non tolleriamo più, ed ecco che il sintomo svanisce.

Un sintomo che ci rivela qualcosa di noi può diventare il nostro migliore alleato. Accogliamolo come un messaggero importante!

ACCOGLIERE CHI RITENIAMO “NEMICO”

Gesù disse: “Pregate per i vostri nemici, perchè se pregate solo per i vostri amici, che merito ne avrete?” Ho ascoltato questa frase qualche anno fa, in un periodo in cui una persona riteneva di “avercela con me”. Non sapevo cosa fare, come fare in modo che cambiasse opinione nei miei confronti. Ho messo in pratica, ho pregato per lei, ed ha funzionato. Senza voler entrare nel merito della fede, posso intanto dire che il mio stato d’animo nei suoi confronti è cambiato. E questo viene percepito dall’altro, anche se siamo a chilometri di distanza. Inoltre, pare proprio che, anche a livello scientifico, sia stato verificato che le persone per le quali si prega sono quelle che guariscono di più. Se, poi, avete avuto occasione di leggere qualcosa sulla vita di Madre Teresa di Calcutta, saprete che ha ottenuto la possibilità di aprire i suoi centri nel mondo chiedendo alle suore ed agli ammalati (milioni di persone!) di pregare per quello scopo. Possibilità straordinarie possono manifestarsi, quando trasformiamo la nostra percezione dell’altro come “nemico”.

ACCOGLIERE TUTTO CIO’ CHE ACCADE

La vita è un dono meraviglioso, e troppo spesso ce ne dimentichiamo. Ogni giorno ci accadono molte cose, inconvenienti, difficoltà e prove e, contemporaneamente, abbiamo la vicinanza dei nostri cari, ai quali facciamo mancare il sorriso e l’abbraccio; vediamo il sorgere del sole e non lo celebriamo; assistiamo alla trasformazione della natura nel cambio di stagione e non ne godiamo; e via così…

Molti ancora preferiscono guardare ai problemi, che sono tanti, e sono ovunque, e perpetuano quindi, nella loro vita, la percezione di ciò che non va bene, o la mancanza di ciò che non c’è. A volte dobbiamo assistere un nostro caro in una malattia, e non è per niente facile accompagnarlo nel declino. Eppure, sovente ci si riavvicina e ci si riscopre proprio in questi frangenti.

Se, anzichè opporci, o continuare a riperci che le cose non dovevano andare così, ci permettiamo di vivere l’esperienza, potremo scoprire che racchiude molti doni e molti insegnamenti preziosi.

Un detto indiano dice:” Tutto ciò a cui opponiamo resistenza persiste.”

C’è un disegno perfetto per la nostra esistenza, che noi non riusciamo a percepire. Ci viene dato ciò che ci serve, solo quello, nulla di più e nulla di meno. A volte gioia, a volte dolore.

Siamo qui, siamo vivi, siamo fortunati, ognuno a suo modo.

Ricordiamocene.

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