2 aprile 2013

“CHI TI HA MESSO IN TESTA QUESTE IDEE?”

pescerossoQuanto più ti avvicini a Te Stesso, tanto più i tuoi familiari faranno fatica a riconoscerti.
Sei talmente fuori dagli schemi appresi o ereditati, che non rispondi meccanicamente come prima ad ogni stimolo con una risposta prevedibile. Il senso di colpa non fa più presa su di te. Decidi di fare ciò che ti fa stare bene anzichè ciò che fa contenti gli altri.

La prima reazione di chi ti sta vicino è, di solito, quella di cercare un “colpevole” esterno.

Ti stupisci di come non ti reputino abbastanza intelligente da poter decidere autonomamente, ma preferiscano pensare che qualcuno ti ha plagiato, ti ha manipolato. Un vero e proprio classico si ha quando ti dicono che sei “entrato in una setta”.
A quel punto puoi davvero ritenerti soddisfatto!
Per quale motivo, mi dirai?
E’ evidente! Perchè questo significa, al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, che hai lasciato dietro le tue spalle, per sempre, i retaggi che ti legavano.

Se ti senti libero, se sai di essere, finalmente, sganciato dal senso del dovere e dal senso di colpa, sai anche che non hai nulla da temere davvero.
Pensare con la propria testa è merce rara e, quanto succede, scopri che, per tutti, quello strano sei tu!

Ti trovi ad osservare dal di fuori gli atteggiamenti ed i comportamenti che, una volta, erano anche i tuoi. Puoi vedere chiaramente quanto stiano male le persone che hanno rinunciato a cercare se stesse e, stranamente, sono anche quelle che vorrebbero, a tutti i costi, che tu fossi come loro. Quando qualcuno si trova al buio, è infastidito da chi è portatore di luce…

Spesso la ricerca di sè viene associata alla ricerca della divinità che dimora al nostro interno. La morte e resurrezione di Cristo, che abbiamo appena celebrato, sembra proprio simboleggiare la necessità che una parte di noi debba morire, per permetterci di rinascere ad una Vita più vera.
E Gesù stesso disse ai suoi discepoli: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.” (Lc 14, 25-27)

C’è sempre un prezzo da pagare per ritrovare il proprio Sè.
Questo prezzo comporta, di solito, la rinuncia a molte delle proprie illusioni.

L’odio a cui Cristo si riferisce non è certo per le persone, piuttosto per i vincoli a cui inconsapevolmente ognuno di noi è sottoposto, per la matrice che ci viene accollata ancor prima di nascere, secondo la quale dovremmo spendere la nostra vita per realizzare i sogni di qualcun altro, o per compensare le carenze o le sofferenze di altri, o per dare sostegno, vicinanza, sollievo, a chi dovrebbe darcelo, non richiederlo, perchè questo è il compito del genitore.

La bella notizia è che, con il tempo, tutto si sistema.
Anche chi non ti riconosceva più, dopo un certo periodo, si abitua alla nuova versione di Te.
Al punto che, vedrai, attorno a te, crescere il rispetto.

Sì, nel lungo periodo, la scelta di diventare se stessi è davvero vincente.
Quel sostegno che prima ci veniva richiesto in modo manipolatorio, ora siamo in grado di darlo davvero.
Con tutto l’amore che possiamo provare.
Perchè, amando noi stessi, impariamo ad amare gli altri.
E questo, prima o poi, viene notato!

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