21 novembre 2017

PERCHE’ NON LO HAI DETTO PRIMA?

La domanda del titolo si presta ad essere usata in varie occasioni, soprattutto come “respingente” di ciò che qualcuno sta comunicando, come modo per scaricare su altri tutta la responsabilità, e per giudicare e manipolare, facendo sentire qualcun altro in colpa.

Sicuramente l’avrò usata anche io nella mia – ormai lunga – vita, ma adesso è tempo di buttare questa domanda nel water e tirare poi lo sciacquone, disfandosene per sempre.

Come già immagini (visto che il 25 novembre è la giornata contro il femminicidio) mi riferisco anche al suo utilizzo da parte di coloro che stanno cercando di “rimettere al loro posto” le donne che stanno denunciando molestie; viene infatti usata molto spesso da quelli che vogliono guardare alle vittime come fossero colpevoli.

La risposta a questa domanda è molto semplice: questa è l’Epoca della Verità e della Consapevolezza e ci sono cose che adesso è possibile dire, mentre vent’anni fa non lo era. In realtà c’era già chi lo diceva e chi denunciava, ma la notizia veniva insabbiata e non faceva scalpore, mentre ora è letteralmente esplosa. E non è perché ci siano ora un sacco di persone disposte a parlare, ma perché questo è il Tempo!

Davvero non so in che mondo voi viviate; per quanto riguarda me, da quando ho l’età della ragione, ho ascoltato le storie più pazzesche e sentito cose da far rizzare i capelli in testa. Una delle più brutte, spesso ascoltata da amiche e persone conosciute ai vari corsi a cui ho partecipato, è quella di bambine molestate e violate dal padre, che non hanno trovato alcun sostegno da parte della madre, che era non solo al corrente, ma pure consenziente. Pare che fosse una pratica diffusa, e che, per molte donne che non avevano voglia di essere ancora obbligate ai doveri coniugali, il fatto che dovesse passarci la figlia fosse un sollievo, una normalità (data dal fatto che la mamma stessa aveva subito la stessa cosa dal proprio padre), un tabù sul quale doveva esserci il silenzio assoluto. Posso solo immaginare il vissuto di una bambina che vive con due genitori così, la sua impossibilità di andarsene e di provvedere a se stessa, come un’adulta potrebbe fare.

Io vivo in un mondo in cui l’amica insegnante alle scuole elementari mi racconta delle bambine che continuano a toccarsi davanti a lei, per essere notate, perché qualcuno finalmente si decida a chiedere loro: “C’è qualcosa che non va nella tua vita?”, e si faccia carico di dar loro una possibilità di uscire dalla loro angosciante situazione.

Ho raccolto la confidenza di un uomo che ha vissuto nella prima adolescenza le attenzioni del prete che si occupava dei ragazzi in oratorio, e di come sentisse affetto per quell’uomo, al punto da non rendersi conto, a quell’età e senza alcuna esperienza, di essere molestato, e di come la sua vita sessuale successiva sia stata sempre percorsa dal dubbio d’essere, forse, omosessuale, malgrado avesse moglie e figli, proprio per quella precoce “iniziazione”.

L’unica cosa che posso dire, rispetto al fatto che, ora, di queste cose si parla apertamente, è: “FINALMENTE, ERA ORA!”

Sia per questo argomento, che per qualsiasi altro, la domanda “Perché non l’hai detto prima?” non ha alcun senso, perché, evidentemente, la persona non era pronta a parlarne, non c’erano le condizioni, oppure le ci sono voluti molti e molti anni per trovare il coraggio di farlo. La domanda in questione aiuta a scaricare la propria responsabilità, quella di avere ignorato, forse, decine di segnali che stavano ad indicare che le cose non andavano bene per niente. Spesso chi trova il coraggio di parlare è colui o colei che deve subire le peggiori ingiurie, perchè ha osato infrangere tabù secolari.

Mi è successo, in più occasioni nella vita, di aver aspettato tanto, forse troppo, finchè non sono riuscita a parlare; fino a diventare, oggi, quella che non sta più zitta, che dice pane al pane e vino al vino.

Ce ne ho messo di tempo, certo, perché riconoscere le cose per quello che sono – pane al pane, vino al vino – non è possibile se non si è consapevoli di ciò che si sta vivendo.

Perché, signori e signore, udite, udite: la “palla” colossale che ci hanno rifilato è l’idea che “si è sempre fatto così” – questa è la manipolazione e l’aberrazione che da generazioni e generazioni stiamo vivendo! – non è la cosa in sé che è sbagliata, sei tu che non ti adegui all’andazzo corrente che sei sbagliato!

Ebbene, sappiatelo, E’ FINITA, ribadisco, E’ FINITA, nell’Epoca della Verità e della Consapevolezza ciò che è falso è destinato a finire, a crollare, ad essere scoperto, reso manifesto, “sfanculato” fino allo sfinimento!

E diciamolo, una buona volta, ERA ORA! EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA!

Non regge più, la menzogna non regge più; la possibilità di continuare tutta la vita a manipolare gli altri non dura a lungo, non regge più, è destinata a saltare.

Adesso quello che è stato taciuto a lungo o da sempre viene detto. Che ti piaccia o no, è così. Perciò cerca di andare a letto la sera con la coscienza pulita, puoi solo guadagnare da questo. Certo, nel lungo termine; perchè se nel breve termine sei più attratto dai 30 denari, e ti racconti che “tanto fanno tutti così”, dovresti anche già sapere come andrà a finire.

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    Un commento

  • lara 22 novembre 2017
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    <3

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