21 maggio 2015

QUANDO CORRERE E’ SCAPPARE VIA

runner-580055_640Nel 2006 sono negli Stati Uniti per il mio Trainer’s Training e, poichè il corso inizia alle 10 del mattino, ho portato con me le scarpe e la tuta per andare a correre. Il secondo giorno mi avventuro facendo il giro di un paio di isolati e, notando uno sbalzo sul marciapiede, mi dico: “Devo stare attenta, potrei inciampare!”.

Il mio inconscio ha registrato tutto ed, al giro successivo, mi fa finire lunga distesa sul lato sinistro, con un colpo alla spalla che uso per proteggermi. Torno in albergo dolorante e, per tutto il resto del corso, avrò la mano sinistra e la spalla gonfia e dolente.

Sono passati solo due mesi dalla mia separazione e, in questo periodo, ho continuato a ripetermi che tutto va bene e che sono contenta. Il mio corpo, che ne sa molto più di me, mi costringe, finalmente, a sentire il dolore che, fino a quel momento, avevo voluto evitare di percepire. Il lato sinistro, quello delle emozioni e dei sentimenti; la spalla, che si carica dei pesi e delle decisioni; la mano, che non accarezza più, diventano la mia presa di coscienza di ciò che realmente sto vivendo.

Per tutti noi andare velocemente e di corsa è un grandissimo aiuto, un piacere, uno sfogo eccezionale. Ho provato infinite volte cosa vuol dire iniziare a correre con uno stato d’animo poco felice e finire con una carica, una positività ed una gioia che sono difficili da ottenere in così poco tempo.

Ho appena letto un articolo sui benefici della corsa e mi rendo conto che sono davvero straordinari! E’ stato riscontrato scientificamente che le sostanze prodotte dal nostro corpo grazie alla corsa sono le stesse che inducono buonumore, entusiasmo, benessere ed anche quelle che attivano l’attività sessuale e donano piacere e soddisfazione. Andare a correre è un’attività che crea “dipendenza”, poichè chi la pratica continua a sentire il bisogno di ricreare quelle sensazioni di benessere.

Ritengo che, tra le dipendenze, la corsa, sia, probabilmente, la migliore per quanto riguarda i benefici che possiamo trarne a breve e lungo termine.

E, nello stesso tempo, sarebbe utile chiedersi se ci siamo dati lo stesso tempo e le stesse opportunità per restare nel piacere ed anche nel dolore.

tantraConosco persone che hanno fatto della corsa la loro valvola di sfogo per ovviare ad una Vita che non corrisponde a ciò che vorrebbero realmente e, naturalmente, se perdessero questo sfogo sarebbero costrette a sentire tutta la tensione e lo stress che il genere di Vita che conducono produce.

Conosco altri che non si sono mai permessi di lasciarsi andare veramente al piacere e non hanno idea di cosa voglia dire rimanere nel contatto profondo, nell’intimità vera, nelle carezze prolungate e infinite che il corpo anela. Continuano a correre ed accontentarsi in modo affrettato e famelico di queste emozioni, mentre non sanno che avrebbero bisogno di un nutrimento molto più duraturo, di quell’Amore che si può scoprire solo attraverso l’altro, nella Sessualità Sacra che ti mostra la tua parte Divina. Non si può sapere di avere bisogno di qualcosa che non si è mai conosciuto e che nessuno ci ha mai insegnato o trasmesso. Non si può immaginare quanto sia meraviglioso ottenere un nutrimento che ci fa sentire davvero profondamente accolti, amati, riconosciuti per Ciò Che Siamo.

Dovremmo davvero chiederci qual è il nostro bisogno reale e cosa stiamo nascondendo o ignorando di noi stessi. Ci vuole coraggio, molto coraggio, per rimanere, anzichè continuare a fuggire via. Ci vuole coraggio per mettere mano a ciò che non va e trasformare la nostra Vita!

Da un paio di mesi il mio corpo, per un problema muscolare ad una gamba, mi impedisce di andare e mi costringe a restare. Posso camminare piano e sono costretta ad andare in giro lentamente, senza fingermi sempre indaffarata o velocemente diretta verso qualcosa di meglio, da qualche altra parte.

Sono costretta a guardare le persone negli occhi ed a rendermi conto che si accorgono che c’è qualcosa che non va. Faccio sforzi immani pur di non chiedere aiuto e sento il mio orgoglio che non vuole mollare, lo vedo e mi ricordo di quando, in passato, ho dovuto cedere completamente ed arrendermi.

Vedo le persone anziane e mi accorgo della loro fatica; comprendo cosa vuol dire avere un corpo che non è più in grado di seguirti e di fare ciò che vuoi tu. Mi ricordo di quanto mi sentissi giovane e piena di salute, rispetto a loro, e chiedo scusa per questo, dentro di me.

Rimango, e mi rendo conto che la Vita mi tiene per mano, accompagna sempre i miei passi, anche se lenti e faticosi. Accadono cose splendide e, mentre passeggio dolcemente, arrivano cigni in volo, falchi nel cielo, cerbiatti nel bosco, che sembrano essere lì per salutarmi e darmi il benvenuto.

La lezione che il mio corpo mi sta insegnando è, come sempre, magica e magnifica. Mi apre il Cuore a straordinarie possibilità, mi rende più umile, umana e vera.

Grazie!

ARTICOLI RECENTI

    Lascia un commento