29 agosto 2012

SAPERE o ESSERE?

uomo viaggioTutto ciò che abbiamo imparato a scuola, o sui libri, fa parte del nostro Sapere. Tutto ciò di cui facciamo esperienza con il corpo entra a far parte del nostro ESSERE.

La cultura occidentale basa quasi tutto sul sapere, e non riconosce neppure l’Essere.

Per oltre dieci anni ho organizzato i corsi di una associazione culturale e, mentre le persone che collaboravano con me restavano spesso affascinate dal Sapere di chiunque volesse proporre qualche iniziativa presso di noi, la cosa che a me interessava di più era capire il livello di Essere della persona con la quale avevo a che fare.

Si possono conoscere un’infinità di cose, ed anche molto bene, si possono avere due, tre o quattro lauree, e poi, come accade per un mio vicino di casa, urlare in continuazione con i familiari, e portare avanti una situazione di odio e rancore da decenni, senza alcun interesse a risolvere le questioni.

Molti stimatissimi professori che insegnano o operano hanno un livello di Essere cento volte inferiore a quello di mio nonno, che faceva il contadino, si sedeva a guardare l’orizzonte con la pipa in bocca per un’ora, dopo aver finito di lavorare, e si rifiutava di cambiarsi scarpe e pantaloni infangati quando qualche “potente” arrivava in visita.

“La gente afferra ciò che si intende per sapere. Si riconosce che il sapere può essere più o meno vasto e di qualità più o meno buona. Ma questa comprensione non viene applicata all’essere…Non comprendono che il sapere dipende dall’essere. In modo particolare nella civiltà occidentale, si ammette che un uomo possa avere un vasto sapere, che possa p.es. essere un illustre sapiente, autore di grandi scoperte, un uomo che fa progredire la scienza, e nello stesso tempo, possa essere, ed abbia il diritto di essere, un povero piccolo uomo egoista, cavilloso, meschino, invidioso, vanitoso, ingenuo e distratto.”(*)

Quanto più l’Essere di una persona è sviluppato, tanto meno questa avrà bisogno di parole. Essa sarà l’esempio vivente di ciò che è, ogni sua azione, ogni movimento, ogni sguardo, già ne conterranno l’essenza.

Quanto più un sapiente si ammanta di frasi, parole, eloqui, tanto più affascinerà e manipolerà per i suoi scopi personali, e maschererà il proprio piccolo e meschino livello di essere.

“Quando l’essere cambia, anche la comprensione deve  cambiare. La differenza tra il sapere e la comprensione ci diventa chiara quando ci rendiamo conto che il sapere può essere funzione di un solo centro (intelletto). La comprensione, invece, risulta dalla funzione di tre centri (intelletto, emozione, fisico). Così l’apparecchio del pensiero può sapere qualcosa. Ma la comprensione accade quando un uomo ha il sentimento e  la sensazione di tutto ciò che si ricollega al suo sapere.” (*)

Ecco perchè, se vogliamo crescere davvero, e aumentare il nostro Essere, non serve continuare ad iscriversi all’università e studiare fino allo sfinimento per sapere di più…ciò che fa la differenza, nella nostra vita, è ciò che scopriamo facendo esperienze pratiche, magari in corsi e seminari, nei quali siamo costretti a metterci in gioco, lasciar andare la struttura mentale che di solito usiamo, e provare emozioni e sensazioni con il nostro corpo. Questo ci farà scoprire cose di noi che non conoscevamo, creerà il presupposto perchè possiamo ripetere l’esperienza senza più paure, e ci permetterà di tornare a casa con “qualcosa in più” rispetto a prima. Solo così il nostro Essere “cresce”…

Continuando su questa strada, saremo sempre più allineati con CIO’ CHE E’, scoprendo di gioire e godere nel flusso di ciò che accade istante per istante, sentendo che si tratta sempre di ciò che è giusto per noi…

(*) P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, ed. Astrolabio

 

(scritte tra parentesi dell’autrice)

ARTICOLI RECENTI

    Lascia un commento