3 settembre 2014

SE LA FAMIGLIA CROLLA

family

La famiglia italiana, sempre più spesso, crolla. Specialmente in un periodo come questo, in cui la pressione è altissima e viene chiesto a chiunque di mettere mano a tutte le questioni irrisolte.

Nessuno può più permettersi di chiedere ad un altro essere umano di rimanere in una situazione di infelicità solo per mantenere lo “status quo” e lasciare le cose come stanno. Per molti la comoda vita inconsapevole in cui ci si mandava a quel paese reciprocamente ma non si era costretti a cambiare abitudini consolidate ed abitazione è finita.

Sono in tanti (troppi) quelli che non vogliono accettare la cosa e preferiscono farla finire in sangue e tragedia. La loro anima pagherà le conseguenze e le vittime innocenti diverranno angeli troppo presto.

Ma anche chi decide o subisce la separazione spesso lo fa in modo inconsapevole, senza rendersi conto nè delle proprie responsabilità, nè dei propri bisogni, nè delle richieste che vengono fatte inconsciamente ai figli, che subiscono una serie di terribili situazioni.

Ostinarsi a gettare tutte le responsabilità sul proprio #partner è un grave errore. E’ importante comprendere che, qualsiasi cosa egli abbia fatto, ha trovato nella coppia qualcuno che gli ha consentito di farlo, per motivi spesso inconsci, quali senso di colpa, manipolazione, pigrizia, mancanza di energia e di volontà di prendere in mano le cose e cambiarle. Molto spesso chi viene lasciato continua a giustificare se stesso chiedendosi come mai ciò che prima veniva accettato ora non va più bene, e cerca all’esterno qualcuno a cui dare la colpa. Ma questo non vuol dire che chi ha avuto, finalmente, il coraggio di prendere una decisione -che consente di uscire da un’infelicità irrimediabile- debba essere punito pesantemente. Quello che per anni ed anni è stato detto e ripetuto, nella coppia, e non è mai stato ascoltato e preso in considerazione, è una responsabilità molto grave, che pregiudica la possibilità di continuare a portare avanti la #famiglia così com’è.

Chi subisce la decisione dovrebbe, per lo meno, domandarsi come mai non ha voluto dare ascolto ed ha preferito ignorare così a lungo ciò che gli veniva detto.

Il campo di battaglia su cui si scatenano le vendette e le ritorsioni sono, purtroppo, i figli. Che, se sono adolescenti, capiscono fin troppo bene come gira il fumo (non dimentichiamo che loro vivevano nella stessa situazione e comprendevano bene – fossero anche dei bambini piccoli – l’infelicità di uno o di entrambi i genitori) e cercano di portare l’acqua al proprio mulino, ottenendo ora dall’uno, ora dall’altro, vantaggi materiali  e doni in eccesso.

Ogni storia è diversa, ma spesso ci sono denominatori comuni.

Ho scritto questo articolo solo per richiamare l’attenzione degli adulti coinvolti, perchè, la maggior parte delle volte, agiscono senza rendersi conto che stanno cercando di soddisfare un proprio bisogno, chiedendo inconsapevolmente ad un #figlio o ad una #figlia di prendere il posto del partner, di assumersi la responsabilità di riempire la vita o di rendere felice o di fare da stampella o da compagnia ad un adulto che si sente solo.

Dare ad un figlio il carico e la responsabilità di renderci felici è compiere un crimine.

Ognuno di noi è responsabile per se stesso e di se stesso, e deve rispondere di cosa ha fatto della propria Vita. Se ci sono dei problemi antichi che non sono stati mai affrontati, è tenuto a prendersi carico delle proprie ferite, della propria infanzia, e trovare la strada che permetta di curare e risolvere. Molti illustri psicanastisti e studiosi dell’animo umano hanno scritto e divulgato il fatto che ogni famiglia perpetua, come una catena, le problematiche irrisolte, che passano da padre in figlio – e da madre a figlia – con una inconsapevole coazione a ripetere.

Non è più tempo di nascondere la testa sotto la sabbia, questa epoca evolutiva richiede che tutto il marcio venga a galla e trovi una via di soluzione. Anche l’uscita di scena di una persona (con il suo passaggio a miglior vita) negli scenari familiari rappresenta, spesso, una via d’uscita a qualcosa di insostenibile (chi ha partecipato a qualche Costellazione Familiare sa bene di cosa sto parlando).

Chi è più avanti ha maggiori responsabilità. Mettersi nei panni dell’altro e comprendere cosa sta vivendo (e cosa ha vissuto in passato) è un passaggio fondamentale. Che sia un figlio o l’ex-partner, è necessario arrivare a mettersi in una posizione neutrale, di osservazione, di rispetto e comprensione. E’ l’unico modo per spezzare la catena della coazione a ripetere, e per liberare se stessi ed i propri familiari.

 

ARTICOLI RECENTI

    3 Commenti

  • Rossella 3 settembre 2014
    Rispondi

    Non ci sono parole più vere. Grazie!

  • Nella Dal Ben 4 settembre 2014
    Rispondi

    Condivido quanto scritto sull’articolo, in modo particolare l’ultima parte inerente alla responsabilità. La vita insegna molte cose, credo che oggi manchino punti di riferimento adeguati in grado di seguire le coppie. Un tempo il padre spirituale aveva una funzione importante nella crescita delle famiglie o comunque persone con la saggezza di vita divenivano, grazie alla loro autorevolezza data anche dall’esperienza, compagne di viaggio.

  • Pingback:.: SEPARARSI IN UN OTTICA EVOLUTIVA :. | Occhi di terra e di cielo

    Lascia un commento