25 settembre 2017

AL DI SOPRA DEL BENE E DEL MALE

Oggi è arrivata la Chiamata che aspettavo da qualche giorno e, come faccio sempre quando si tratta di San Michele Arcangelo, mi sono organizzata per andare nel luogo a Lui dedicato, senza nessun tentennamento. Ho sbagliato un paio di volte l’ingresso nella statale, trovandomi al punto di prima, giusto per ricordarmi che arrivare in alto non è sempre semplice, anzi, tutt’altro.

Anche a Cagliari il posto dove San Michele Arcangelo ha preso dimora è il punto più elevato dell’intera città. Arrivando al castello a lui intitolato e percorrendo la stradina che porta all’antica costruzione, la cosa che colpisce immediatamente è quanto questo luogo sia visibile, da nord, da sud, da est, da ovest, dai monti alle sue spalle, dal mare che ha di fronte, e dal cielo che lo sovrasta. Girando intorno alla costruzione si ha una vista spettacolare, dall’alto, di tutto il golfo di Cagliari, dell’intera città, delle montagne e delle pianure della Sardegna più a nord.

Quando sono arrivata in cima ho ammirato la vastità che era possibile vedere, in tutte le possibili direzioni. Guardando l’entrata del castello, di fronte a me, era visibile anche uno strano fenomeno: la parte di città alla sinistra era in ombra, la parte di città alla destra era illuminata dal sole.

 

Nella parte in ombra si stagliava, grigio ed ordinato nella regolarità dei suoi viali, il cimitero, riconoscibile anche dall’alto. La mia mente ha subito associato la parte più oscura alla morte, e quella più luminosa, ricca di particolari vividi e colorati, alla vita. E, in questa ombra ed in questa luce ho anche riconosciuto il “male” ed il “bene”. Quasi come una conferma, in lontananza, una fumata bianca ed una nera, una accanto all’altra, che non so a cosa attribuire.

Mentre mi sedevo sulle pietre antistanti il castello per guardare il panorama ed ascoltare le sensazioni che questo luogo posto in alto produceva in me, mi sono resa conto che qui c’era la risposta alla domanda con la quale sono arrivata, una decina di giorni fa, qui in Sardegna.

Come fare a restare “centrati”, equilibrati ed in armonia interiore, mentre nel mondo continuano i disastri e l’umanità sembra mostrare la sua parte più oscura, odiosa e malevola?

La risposta che mi è arrivata è che San Michele Arcangelo è al di sopra del “bene” e del “male”. Non per nulla tutti i luoghi in cui Lui è apparso, e che, per questo motivo, gli sono stati dedicati, sono posti nel luogo più alto del territorio circostante, e sono visibili a centinaia di chilometri di distanza. E’ quello che ho visto alla Sacra di San Michele, in Piemonte, ed a Mont Saint Michel, in Francia.

San Michele è l’angelo che ha condotto la ribellione di un gruppo di angeli, e si è schierato dalla parte di Satana. Ed è anche Colui che, dopo alcune battaglie, si è reso conto del suo errore, ed è tornato a schierarsi al comando delle schiere angeliche contro il demonio.

Dall’alto del Castello di San Michele è perfettamente visibile la Sella del Diavolo, il monte sul quale l’Arcangelo scaraventò Satana, sconfiggendolo definitivamente, e mandandolo a sfracellarsi le “parti basse” sulla sommità dell’altura che, da quel momento, ne porta il segno visibile, ed è stata, per questo, chiamata così.

Eppure questa vittoria è sullo sfondo, in lontananza, ben visibile, anch’essa, da quassù.

Evidentemente, mi sono detta, c’è uno “stato” possibile, che ci è dato raggiungere, al di sopra del bene e del male, come San Michele testimonia ovunque nel mondo. E’ Lui che soppesa le anime, e decide chi può entrare a far parte del Paradiso, e chi resterà nel proprio inferno.

Avendo fatto esperienza diretta del “bene” e del “male”, stare “al di sopra” significa riconoscerli e distinguerli, perchè spesso sono intrecciati, o sembrano la stessa cosa. Il bene può essere male – quando, ad esempio, si continua a fare per gli altri ma aspettandosi un riconoscimento, o per avere un ritorno, o manipolando per soddisfare i propri bisogni – ed il male può diventare bene – quando delle tragedie creano una grande ondata di solidarietà, o in memoria di qualcuno si fondano enti benefici, o associazioni che diffondono la loro opera per gli altri.

Quello che sembra un sacrificio difficile da accettare – quando qualcuno perde la vita prematuramente – a volte può essere una scelta dell’Anima, una volontà di creare un bene più grande di quello che quella vita avrebbe prodotto restando sulla Terra.

Stando in alto, al di sopra di ciò che può sembrare bene o male, si può percepire qualcosa di più elevato rispetto a ciò che la nostra mente concepisce.

Così come me, molte altre persone stanno ricevendo – a più riprese – la Chiamata di San Michele Arcangelo, per testimoniare, in questa epoca, la possibilità di trasformarsi, di elevarsi, di raggiungere uno stato di gioia ed armonia che è al di sopra delle manifestazioni più basse o più alte dell’essere umano.

Qualche decennio fa avrei descritto questa possibilità come uno “stato” di Presenza, di Amore Incondizionato, di beatitudine spirituale. Oggi so che non si tratta solo di questo, ma soprattutto di vivere su questa Terra come nel Paradiso che ci è stato donato, nella pienezza della nostra dimensione fisica, corporea, quotidiana. Non c’è Paradiso nei Cieli se non si apprezza e si vive pienamente quello che sta sotto i nostri occhi; senza riconoscerlo, apprezzarlo, amarlo, gustarlo ed esplorarlo, nessuna pratica spirituale può elevarci.

In caso contrario, perché mai un Arcangelo farebbe costruire in suo nome delle memorie e delle testimonianze del suo passaggio sulla Terra? Perché non si limita a chiamarci al suo fianco il Cielo? A cosa è destinata questa Vita terrena oltre che a condurci alla tomba?

Io credo che Lui sia Qui, accanto a noi. Ci sta spronando e chiamando continuamente, perché riconosciamo Chi Siamo: Esseri Divini con sembianze umane, che stanno contribuendo ad elevare lo stato di Coscienza di questo pianeta.

Se riusciamo a diventare consapevoli delle nostre qualità divine, senza far sì che il nostro ego se ne impadronisca subito per sentirsi prescelto e migliore degli altri; se rendiamo davvero il Servizio che ci viene chiesto, che è quello di TESTIMONIARE con la nostra stessa Vita che il Paradiso esiste, ed è su questa Terra, avremo davvero compiuto la nostra Missione.

Non servono parole per TESTIMONIARE, poiché possiamo mostrare la Via solo con l’esempio; non serve raccontare ad altri cosa devono fare, perché possiamo solo compiere il miracolo per noi stessi.

C’è un luogo, ed è ovunque, che si trova al di sopra del bene e del male. Non ci sono vincitori né vinti, non ci sono medaglie né cimeli di guerra, non ci sono bandiere né nazioni, né razze né altruismo da dimostrare.

C’è un battito costante, un pulsare continuo, un respiro universale, un cuore spalancato che contiene l’Universo intero. Si tratta di sentire questo battito e di sintonizzarsi su quella frequenza, e di volerlo, e restare pronti, sempre In Servizio, per trovarlo ovunque, in questo mondo, o in altre infinite dimensioni.

 

N.B.: mentre mi dirigevo all’uscita ed un ragazzo continuava a parlare imprecando per non so quale motivo, io mi sono fermata ad ammirare e fotografare questi deliziosi fiori nei giardini del castello. Questo è solo un piccolo esempio di come si possa trovare il Paradiso ovunque, anche se la moltitudine non riesce a vederlo!

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    5 Commenti

  • Michelangelo 26 settembre 2017
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    Più che al di sopra direi “oltre” il bene ed il male

  • Roberto Di Cicco 26 settembre 2017
    Rispondi

    VEROREV

  • Loredana 26 settembre 2017
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    Scusami..ma chiamata in che senso? voce interiore? sensazione?

  • Lara 26 settembre 2017
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    Felice nonostante tutto..❤❤❤❤??un abbraccione..laralagioia..

  • Concetta 29 settembre 2017
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    ? anch’io stò percorrendo le tappe dell sacra linea di San Michele. Non conoscevo questo posto, grazie mille per avre condiviso quesy pensiero

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