27 gennaio 2017

Il Partner che attrai E’ CIO’ CHE SEI

Due donne che si lamentano con me del loro partner, a distanza di poche ore, indicano chiaramente che è tempo di scrivere un articolo al riguardo!

Secondo Dethlefsen, uno dei padri della medicina naturale (*) ci innamoriamo della nostra ombra, cioè della nostra parte inconscia, che non conosciamo. Da più parti ci viene detto che la persona che attraiamo non è mai un caso; se così tanti ci lasciano indifferenti e proprio quell’uomo – o quella donna – ci fanno “sbarellare”  gli ormoni, c’è un perché!

Ho scritto molto al riguardo, soprattutto in relazione al fatto che, nelle relazioni sentimentali, di solito riviviamo le ferite che abbiamo subito nell’infanzia (puoi trovare il mio E-book qui); è chiaro, quindi, che la persona da cui veniamo attratti ha delle caratteristiche simili a quelle di nostro padre o di nostra madre, o di chi ne ha fatto le veci. Logicamente la cosa non è per niente evidente, e lo diventa solo dopo molto tempo, e solo per chi è davvero disposto a tuffarsi in profondità e vedere certe cose di sé.

La maggioranza, non serve dirlo, continua imperterrita a inveire contro colui o colei che lo ha fatto sentire rifiutato, abbandonato, tradito, umiliato o trattato ingiustamente. Il colpevole e responsabile è l’altro, e con questo sembra che tutto sia risolto. Peccato che, alla storia successiva, le cose si ripetano.

I più intelligenti, dopo diversi tentativi, iniziano a dire, tra sé e sé: “Ma allora sono io! Dipende da me!”. Ecco, questi sono quelli che meritano una standing-ovation, soprattutto se, poi, si prendono anche la briga di volerne sapere di più e cercano il modo di capire le loro responsabilità.

Quello che mi interessa dire oggi, però, è qualcosa in più, e l’ho indicato nel titolo: la persona di cui mi innamoro rappresenta la parte di me che non conosco.

Per farmi capire è meglio che faccia qualche esempio…

La donna che si è lamentata con me di avere attratto marito e compagni che, a lungo andare, si rivelano uguali, cioè sfruttano il suo lavorare senza sosta, si fanno mantenere, intrattengono altre relazioni lasciandole tutti i gravami di situazioni intricate e pesanti, anziché continuare ad esprimere la sua energia maschile dovrebbe imparare a conoscere, integrare ed amare la sua parte femminile. Avrebbe bisogno di sentirsi tranquilla e serena, avendo accanto qualcuno che provveda ai bisogni economici della famiglia; ha bisogno di riconoscere ed integrare la parte di sé più debole e disponibile ad affidarsi agli altri, a chiedere aiuto, a lasciarsi andare.

La donna che mi dice di aver incontrato un uomo narcisista e manipolatore, probabilmente ha bisogno di riconoscere la parte di sé che cerca attenzioni mostrandosi brava, efficiente, calorosa, oppure vittima innocente. Anche queste doti possono servire ad attrarre attenzioni, ad ottenere riconoscimento ed apprezzamento, e solo riconoscendolo potrà imparare ad amare se stessa anche nelle proprie imperfezioni e fragilità.

Per me stessa è stata una sorpresa riconoscere in me le caratteristiche della persona che avevo sposato, che ritenevo rude, grezza e grossolana, mentre io sembravo il ritratto della finezza. Frequentando per un certo periodo una scuola di ballo ed uscendo con i miei compagni di corso mi sono ritrovata a rispondere a tono alle battute più sconce, a conoscere la mia parte più sguaiata e volgare, che non avevo mai manifestato, eppure c’è.

Alla donna che si è lamentata del fatto che incontrava solo “molluschi”, che sentiva l’esigenza di “raddrizzare” riprendendoli ferocemente, ho fatto notare che, finchè non avesse riconosciuto il “mollusco” che c’era in lei, non avrebbe potuto attrarre uomini che non si “ammosciassero” nell’intimità.

Imparando ad amare l’altro, impariamo ad amare la parte di noi che non conosciamo, quella bambina o quel bambino che sono nascosti profondamente dentro di noi, di cui non sappiamo più nulla. Le nostre storie d’amore servono a farci conoscere noi stessi, a farci sapere chi siamo, a farci capire come abbiamo trattato noi stessi finora e quanto bisogno abbiamo di manifestare ciò che giace sepolto nel nostro inconscio.

L’amore può durare, ed allora insieme impareremo a smussarci e ad accogliere l’uno le caratteristiche dell’altro, amandole così come sono; oppure può finire, e l’insegnamento che dobbiamo trarne è comprendere ciò che l’altro ci ha mostrato di noi.

Ognuno ci fa da specchio e, in questo specchio, possiamo ritrovare ciò che abbiamo rimosso e che rappresenta la nostra Verità. Riconoscendola, accettandola, integrandola ed amandola, possiamo imparare ad amare noi stessi e, facendolo, incontrare qualcuno che ci amerà così come siamo.

 

(*) T. Dethlefsen, “Malattia e destino”, Ed. Mediterranee

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    14 Commenti

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  • palmerino 27 gennaio 2017
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    Ognuno(a) ci fa da specchio.
    Riprendendo questa consapevolezza è proprio nell’Amore che gli amanti sono nudi, non solo letteralmente.
    Lo sono anche nel profondo ed è una mirabile opportunità di crescita.
    Vale la pena innamorarsi e vivere con consapevolezza questa opportunità.
    Me lo auguro di tutto cuore, visto che da poco ho chiuso un rapporto che, se pur durato pochi mesi, mi ha lasciato molte lezioni.
    Erano per me: sto imparando a comprenderlo.
    Grazie per l’aiuto.

  • Tutu Bundaga 27 gennaio 2017
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    Bello. Lo trovo affine al lavoro sul’Ombra che sto facendo. Leggendo queste righe mi è balenata una domanda che vorrei porre e che mi è venuta in mente in altri momenti. Quando agisco con amore, (riconoscendo cio’ che non mi piace in certi atteggiamenti o modi di “lui”prendendo in vera considerazione che mi riguardano) ho sempre il sospetto che l’altro dà per scontato che puo’ impunemente continuare quindi mi chiedo: una volta riconosciuto l’aspetto ombra significa pero’ rimanere in quella relazione per superarla? grazie

    • valeriapisano 27 gennaio 2017
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      La teoria dice di sì, cioè che si impara ad amare rimanendo nella relazione. Ma chi ti scrive ha lasciato dietro di sè
      le relazioni con persone che le mancavano di rispetto; è chiaro che io per prima mancavo di rispetto a me stessa, ed ho dovuto imparare
      a rispettarmi. Di conseguenza la mia risposta è che si deve aver raggiunto un buon livello di consapevolezza di sè e di amore per se stessi
      per attrarre un partner che sia in grado di fare altrettanto. La crescita di coppia è bellissima ma rarissima, di solito uno dei due va avanti
      e l’altro resta indietro. E’ solo il buon senso e l’amore ed il rispetto verso se stessi che ci fanno capire se restiamo per accontentarci ed accettando
      cose che non meritiamo, e se vale la pena continuare con quella persona o no.

  • lara 28 gennaio 2017
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    specchio…un abbraccio cara valeria

  • Eleonora 9 febbraio 2017
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    Cara Valeria..interessante..vedro’ quel libro di..malattia e destino..sono psicologa anch’io…ho fatto una ricerca personale x capire dove sbagliavo con gli uomini che ho avuto…e se..spesso ne hai 2 diametralmente OPPOSTI? Un tedesco e un ebreo uno più giovane l’altro più vecchio..uno tranquillo maestro di yoga uno un leone..oppure uno di 70 uno di 35…ecc

    • valeriapisano 9 febbraio 2017
      Rispondi

      Ciao, così – istintivamente – mi verrebbe da dire che probabilmente rappresentano uno la madre e l’altro il padre – o figure genitoriali simili con cui hai vissuto; non tanto come carattere, ma in quanto alla sensazione ed alla situazione che hai vissuto con loro. Solitamente nelle relazioni sentimentali riviviamo ciò che non abbiamo ancora “sistemato” nei rapporti conn i genitori, poi ogni storia è diversa…

  • Caterina 11 febbraio 2017
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    Gli uomini più importanti di cui mi sono innamorata mi hanno amato ma sono stati tutti impossibilitati, per motivi diversi, a vivere una relazione con me… anche l’uomo di cui mi sono recentemente innamorata e lo sono tutt’ora ha addirittura una grave malattia a rischio di vita… Mi sembra sempre di essere ad un passo dalla comprensione ma poi… ricasco nello stesso meccanismo… Grazie..

    • Valeria Pisano 24 agosto 2017
      Rispondi

      L’uomo che amiamo ci fa da specchio, quindi quelli che hai conosciuto ti stanno mostrando che tu sei impossibilitata ad amare…per quale motivo? Sta a te chiedertelo…la risposta è sempre nella prima infanzia, quando abbiamo – a tanti è accaduto – rinunciato a noi stessi perchè avevamo una madre o un padre bisognosi, ed abbiamo dovuto prenderci cura di loro…siamo diventati genitori dei nostri genitori…ed ecco che lo schema si ripete! Non posso amare perchè devo prima occuparmi di chi sta peggio di me…

  • Maria Rosa 4 maggio 2017
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    L’ultima relazione che ho avuto è stata con un uomo sposato. Non solo, quindi, la classica storia impossibile, ma anche dove la posta in palio – lui – era vuota. Razionalmente sapevo tutto ciò, ma me ne ero innamorata come mai. Appena ho avuto la lucidità per chiudere l’ho fatto. Ed è verissimo: tutte le sue parti “negative” sono dentro di me. Ne ero consapevole dato che lavoro su me stessa da tempo e quando ho avuto questa rivelazione mi è venuta la nausea!Non riuscivo a digerire la mia ombra!! Ho continuato a guardarmi dentro, è stato dolorosissimo, per diverso tempo, finché ho trovato quelle ferite. Ora sto lavorando su queste e volevo chiederti: dopo la consapevolezza, l’accettazione…c’è un passo ancora da fare? Perché “amare” la mia ombra mi sembra innaturale..posso accettare di essere es. bugiarda ma non posso amare il fatto che sono bugiarda anzi voglio non esserlo, quindi accetto e poi miglioro o non è cosi? Grazie ?

    • valeriapisano 5 maggio 2017
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      Amando Se Stessi si ama tutto di sè, comprese le proprie fragilità 🙂 non si tratta di dire bugie, si tratta di essere inconsapevoli, quindi l’amore abbraccia anche il fatto che hai mentito a lungo a te stessa 🙂 tutti l’abbiamo fatto, non può essere altrimenti; in quel 95% di inconscio c’è così tanta roba che non sappiamo di noi, che viviamo nella menzogna…finchè non iniziamo a renderci più consapevoli…e comunque l’amore non è mai uno sbaglio, sono certa che hai dato moltissimo a questo uomo, e che lui ti è stato di grande aiuto, facendoti da specchio…un altro grande insegnamento è smettere di giudicare noi stessi, perchè non esiste giusto o sbagliato…ogni esperienza era necessaria ed utile per renderci Chi Siamo…

  • Alba 11 settembre 2017
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    Volevo innanzitutto farti i complimenti per il tuo articolo davvero interessante,Io ho sposato 10 anni fa un uomo che mi ricordava mio padre (morto prematuramente)all inizio ero felice poi ho scoperto i suoi lati negativi arrogonza,menefreghismo,traditore,ho provato ha fare lo specchio ma queste cose non riesco propio ad accettarle

    • valeriapisano 13 settembre 2017
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      Non è facile vedere lo specchio che il partner ci propone, siamo talmente dentro noi stessi e non ci conosciamo, anche se crediamo di sì! Ciò che sappiamo di noi è il 5%, l’inconscio è il 95% ed è davvero tantissima roba! Quando vorrai un aiuto concreto per comprendere meglio ciò che hai creato nella tua vita – in modo inconsapevole – contattami! Questo è proprio il mio lavoro 🙂

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