14 agosto 2014

IL VIAGGIO DELL’ANIMA (2°parte)

vale santa cruz

Sono solo al secondo giorno a Cuzco e le prove iniziano a manifestarsi.

La PachaMama mi ha onorata 22 anni fa, rendendomi madre di un figlio che ho adottato, venendo a prenderlo proprio in America del Sud, a poche migliaia di km. da qui, in Bolivia. Ieri sono passata nel Grande e nel Piccolo Utero, compiendo un rito che celebrava la fertilità, ed oggi l’incontro con la maternità si rinnova.

 

tambomachay       tambomachay 2

Siamo a  Tambomachay, un Luogo Sacro poco distante dalla città di Cuzco, dove entriamo appena, solo per vedere le fonti di acqua che sgorgano dalla montagna e vengono convogliate sapientemente in fontane create nell’Impero Inca. Ascoltiamo la spiegazione della guida e poi ci dirigiamo verso l’uscita del sito archeologico, lungo un viale nel quale, nel frattempo, donne e uomini peruviani hanno steso le loro coperte coloratissime e le hanno riempite di oggetti tipici. Come vedrò ovunque, da adesso in poi, nei negozi, per strada, tra le bancarelle, i bimbi girano e giocano ovunque, specialmente quelli da un anno ai tre-quattro anni di età.

il viaggio dell'anima

vale cuzco

E, all’improvviso lo vedo: se ne sta solo su un telo steso sul prato, mentre cerca disperatamente di gattonare e di tirarsi su, ma non ci riesce, avrà poco meno di un anno e non sa ancora camminare. Gli faccio una foto e poi mi avvicino, infine mi inginocchio davanti a lui, gli prendo le manine! E’ felice, mi guarda, si aggrappa a me, lo prendo in braccio e sento quanto bisogno di affetto abbia, perchè mi si stringe, cerca calore e conforto, gli manca il contatto e lo cerca, avviluppandosi. Lo stringo e lo coccolo, lo sollevo verso l’alto e lui sorride, contento. E’ straordinario che tutto questo avvenga senza che nessuno intervenga a dirmi di lasciar stare quel bambino! Ma siamo in Perù, la mamma sta lavorando è occupata con altri figli, non ha tempo per lui. Sono pochi minuti, ma di quelli che strappano il cuore! Un’amica passa e ci scatta una foto, ma tutto il gruppo sta andando avanti, li guardo sparire in lontananza, non mi so risolvere a metterlo giù. So che stanno andando verso il mezzo che ci deve portare ad un’altra destinazione…

Alla fine cedo e mi decido a metterlo giù…il piccolo inizia a piangere, e così faccio io, mentre lo bacio e lo saluto, e grosse lacrime continuano a scendermi dal volto…piango anche ora, mentre scrivo, non so quale tenero richiamo ha smosso dentro di me quel bambino, così simile a quello che è diventato ufficialmente mio figlio, ventidue anni fa.

Non so perchè dovevo riincontralo qui e sentire forte lo strazio di doverlo lasciare. Mentre mi allontano continuo a voltarmi a guardarlo, il suo pianto ha attratto l’attenzione del fratello più grande, che è venuto a prenderlo e lo porta dalla mamma, che se lo carica sulle spalle e lo lega nel grande telo/sacco che la aiuta a tenerlo accanto a sè, sulla schiena.

Mi rasserena vederlo così, ma salirò sul pullmino piangendo e continuerò a lungo…

La PachaMama è potente, e può concedere la maternità anche a donne il cui corpo non può procreare, ed io sono stata onorata da Lei, in questo modo.

La PachaMama è grande, e ti insegna ad amare tutti i suoi figli, anche quelli nati a 10.000 km. da casa tua.

La PachaMama è infinita, e rinnova la sua promessa di fertilità, per ogni donna o uomo, in ogni stagione della Vita, poichè e’ sempre possibile creare e pro-creare, progettare, mettere semi e far germogliare radici, coltivare Amore e Pace e Gratitudine ed Energia che pervade ogni angolo dell’immensa sua superficie.

La PachaMama mi ha chiamata, ed io ho risposto, onorandola e rispettandola, ed amando i suoi figli.

(Continua…)

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