13 agosto 2014

IL VIAGGIO DELL’ANIMA (1° PARTE)

macchu piccu valeCome definire un viaggio che non mi ha portato ciò che speravo, eppure ha creato qualcosa dentro che rimarrà per sempre come una conquista dell’Anima?
Sono ancora qui, in un paese che non è il mio, in cui probabilmente non sarei venuta, se non avessi inseguito un sogno che non era destinato a realizzarsi.
Eppure, al di là di tutto, ho sempre sentito che Qualcosa mi stava aspettando, anche se non saprei ancora dire cosa.

I luoghi sacri degli Incas, sparsi per tutto il Perù, sono da sempre indicati come potenti siti energetici ed iniziatici. La loro posizione impervia, la loro vicinanza al cielo, l’altitudine, la posizione geografica, le particolarità uniche e straordinarie li rendono da secoli oggetto di studi e meta di visitatori e studiosi attenti ed interessati.

Ero curiosa ed attratta dalle possibilità che questi luoghi avrebbero offerto al mio “sentire” ed ero certa che le mie percezioni si sarebbero accentuate.
Infatti, è stato proprio così.

Il mio viaggio e’ iniziato con una nascita, nella città conosciuta da tutti come l’ombelico del mondo, Cuzco, a 3.800 mt. di altitudine.

cuzco 1  Anziché entrare nel Luogo Sacro dall’ingresso principale, abbiamo fatto il contrario, attraversando per primo uno stretto passaggio che si addentra nella roccia oscura, per qualche metro, chiamato il Piccolo Utero, e sbucando direttamente nel grande spiazzo centrale di Sacsayuaman.

Dopo un rito di offerta alla PachaMama, che ci stava per accogliere, ho attraversato il Piccolo Utero ripetendo la mia richiesta, chiedendo la realizzazione del mio desiderio. Uscendo dal vicolo stretto, basso ed oscuro, mi sono trovata sbalzata, improvvisamente, nella luce straordinaria del sole a picco, in uno spiazzo enorme, circolare, attorniato da un cielo azzurro e vivido e da bianche nuvole ovattate.

Sono arrivata al centro dell’ampio spiazzo ed ho lasciato cadere a terra lo zaino e ciò che avevo con me. L’impulso immediato era quello di alzare gli occhi al sole, di ringraziare e sollevare le braccia verso quel chiarore abbacinante, quella luce portatrice di vita e segno di qualcosa di grandioso che avevo conquistato, dopo quell’oscuro ed impervio passaggio.

Le mie braccia si alzano, contemporaneamente, per allungarsi verso il sole. Il mio viso si allarga in un sorriso splendente di gioia, per quella nascita inaspettata…chiudo gli occhi e resto li’, allargando gambe e braccia…mentre pronuncio i miei ripetuti ‘Grazie’ silenziosi, il vento arriva, soffiando forte, sollevando le mie braccia, allargandole, facendomi alzare, sollevandomi, portandomi su, oltre quelle montagne innevate…volo, sono un’aquila che si libra nell’aria, le folate si intensificano e plano dolcemente, sopra le alte vette, godendomi il paesaggio, immersa nell’azzurro, confusa tra le nuvole a perdita d’occhio…il vento continua a tenermi su…dura a lungo, ed è gioia del cuore e dell’anima…

Quando riapro gli occhi una grande V si staglia nel cielo, ed è un segno che mi accompagnerà in ogni luogo sacro di questo viaggio…

cuzco 3   cuzco 4

L’energia che si sente qui è potente, e sono in molti a sentirla, le persone si sdraiano per terra, sollevano le braccia, a volte accade che qualcuno si spogli; ci si trova prepotentemente connessi con l’origine del Tutto, la Terra è davvero la PachaMama che può rispondere alla tua invocazione, ha un potere enorme ed ogni cosa è possibile solo grazie a Lei.  Il “sentire” è amplificato, le montagne, i blocchi enormi di pietra di cui non si conosce la modalità di assemblaggio (pesano tonnellate ed a quella altitudine è impensabile lo sforzo di trascinarli e sollevarli), il sole sfavillante, tutto pulsa e vibra.

Il tempo non esiste più, potrei essere in qualsiasi epoca storica; non ha più senso pensare che passino i minuti e le ore, la sensazione è quella che potrei starmene lassù per sempre, sarebbe sempre e comunque il posto migliore dove stare.

Dopo aver camminato e visitato tutto il Luogo Sacro, ci dirigiamo verso un altro sito poco distante, chiamato Grande Utero. Un masso enorme lo contraddistingue. Prima di entrare in quest’altra Sacra cavità, apprendiamo l’importanza della fertilità, della capacità generatrice della Madre Terra, qui rappresentata. Anche questo passaggio sarà breve ma intenso; denso, come se in quello spazio sacro non ci fosse nè tempo, nè rumore, nè pensiero, nient’altro che il potere immenso e universale di una Madre così ampia e così vasta da contenere tutto il creato…

(continua…)

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