grande madre
1 gennaio 2020

L’ENERGIA DELLA GRANDE MADRE

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L’energia della Grande Madre è quella che collega ognuno di noi al flusso magico, perenne e abbondate della vita!

Se vuoi capire meglio cosa intendo quando parlo di “Grande Madre”, ti invito a cercare quelle due parole su Wikipedia, per scoprire quanto fosse incredibile e straordinaria la connessione che i nostri antenati avevano con lei, e quanto grave è la perdita che subiamo staccandocene. Se ti faccio questo invito è perché temo che tu possa non credere alle mie parole, poiché trecentomila anni di preistoria e di connessione con la Grande Madre sono stati cancellati dalle nostre memorie e dalla narrazione storica.

In ogni nuovo nato – maschio o femmina – così come è accaduto per noi, confluisce l’energia della Grande Madre. Questa è una Fonte vitale, che continuamente scorre e si rigenera, continuando a creare nuova vita, e permettendo a quella esistente di proseguire il suo corso.

IL CULTO DELLA GRANDE MADRE

I nostri progenitori erano intimamente e profondamente connessi con la Grande Madre, concepivano l’universo come un Tutto, in cui gli elementi della Natura erano sacri, preziosi, donatori di vita, in un ciclo continuo ed eterno.

La connessione con la Grande Madre si manifesta in una continua celebrazione della vita e della creazione, in cui ciò che è reale viene percepito attraverso il corpo e i sensi, e gli astri del cielo, il sole, la luna, le stelle, si uniscono agli elementi della Terra, l’aria, l’acqua, la pietra, la vegetazione, gli esseri viventi, per perpetuare la vita.

Ogni donna è strettamente legata all’energia della Grande Madre e, ogni volta che concepisce, partecipa alla creazione, confermando il proprio patto con l’universo. La Grande Madre – o Dea Madre – rende ogni donna “ponte” tra il cielo e la terra poiché, attraverso di lei, avviene il passaggio dello spirito che si incarna qui, sulla Terra.

La donna rappresenta l’energia dell’universo; nel suo grembo accoglie, cura, custodisce, protegge il miracolo della vita, a rischio della sua stessa vita.

Dall’ebraico la parola femmina Nichevà rimandava a Nichvà = contenitore, cavità.

Femmina è colei che contiene, che ha corpo, mente e cuore in grado di accogliere; femmina è colei che si riempie di arte, progetti, idee, collaborazioni, creazioni, essendo madre anche quando non ha concepito.grande madre

Ogni donna è connessa alla Grande Madre, e trasmette questa connessione ai propri figli, maschi e femmine, se ha ricevuto la connessione dalla propria madre.

Quando una donna subisce un trauma, e vive una grande sofferenza, può accadere che perda questa grandiosa connessione, che si scolleghi dal flusso abbondante dell’energia della Grande Madre e, di conseguenza, tutti i suoi discendenti non potranno riceverla automaticamente, come dovrebbe accadere.

Ogni nuovo nato ha un debito di riconoscenza verso la madre che gli ha donato la vita e, se siamo in conflitto con nostra madre, penalizziamo la nostra intera vita, perché il rapporto con lei rappresenta la relazione che abbiamo con il tutto – con gli amici, i partner, i colleghi, il lavoro, la società, il denaro…

Se non siamo in grado di lasciarci contenere nel suo utero “sottile”, che sempre ci avvolge, non riusciremo a essere inclusi negli organismi / sistemi di cui vogliamo essere parte.

Riconciliarsi con la madre – al di là dei suoi limiti, difetti, errori – è tornare nella consapevolezza dell’energia della Grande Madre, poiché l’essenza materna di creazione è ben oltre qualsiasi limitazione umanaIl nostro debito di riconoscenza con nostra madre è un debito diretto d’amore con la Grande Madre e con la creazione dell’universo intero (puoi chiamarlo Dio se ti è utile).

Ritrovare nel cuore la ricchezza del legame con chi ci ha partorito vuol dire connettersi e rendere grazie alla prodigiosa creatività dell’universo e, quando saremo in grado di farlo, questa creatività potrà esplodere e manifestarsi nella nostra vita!

La Dea Madre nella spiritualità della Sardegna preistorica

grande madreÈ davvero impressionante il numero di ritrovamenti delle statuette della Dea Madre negli scavi archeologici di tutto il bacino mediterraneo, oltre che in molteplici altre località nel mondo intero; in particolare la Sardegna ne offre un numero molto alto, che è possibile vedere nei musei archeologici di Cagliari e di tutta l’isola. Ho voluto recarmici di persona, perché una cosa è sentirne parlare, un’altra è vedere con i propri occhi.

Questa estate ho visitato il museo archeologico di Perfugas (SS) che possiede una statuina della Dea Madre con un bambino in braccio (l’unica con questa caratteristica!) mentre avevo già visto quello di Cagliari tempo fa.

Com’è possibile vedere nella foto più in basso, i nostri progenitori creavano le statuette della Dea Madre, da cui pensavano provenisse la vita, per accompagnare i defunti verso la rinascita. L’interno della sepoltura veniva dipinto di rosso, a simboleggiare il sangue del ventre materno; il corpo era posto in posizione fetale e, proprio accanto al cuore, veniva posta la statuina della Dea (vedi foto in basso numero 4).

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Mentre oggi ci dibattiamo nel cercare di capire da dove proveniamo e qual è il nostro scopo di vita, i nostri antenati avevano tutto molto chiaro! La Divinità è Madre, ha la capacità di creare la vita, e chiunque muoia torna da lei, in spirito, per potersi incarnare nuovamente e rinascere.

Molte Tombe dei Giganti, in Sardegna, recano scolpite al proprio interno quelle che vengono chiamate ”false porte” cioè dei passaggi che solo lo spirito può attraversare.

Un’altra caratteristica delle sepolture è che venivano costruite con la forma dei genitali femminili, e questo, naturalmente, di proposito, proprio per simboleggiare il ritorno nel grembo della Madre Terra, che era colei che poteva donare nuovamente la vita.

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Tomba dei Giganti di Iloi – Sedilo (OR) – @Andrea Marongiu Photography

Anche se non ce ne rendiamo conto, tutto ciò che non riusciamo a ottenere nella vita riguarda la sconnessione dall’energia della Grande Madre che, attraverso nostra madre, dovrebbe essere giunta a noi. Per questo ho voluto iniziare il nuovo anno 2020 – caratterizzato dall’archetipo della creazione del Numero Maestro 22 – scrivendo proprio su questo fondamentale argomento.

E, va da sé, tutto ciò che dovremmo tentare, da ora in poi, è tornare in collegamento con questa straordinaria e potentissima energia!

 

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