9 novembre 2017

RENDERE IL MONDO UN POSTO MIGLIORE

Stavo pensando a quale fosse il modo più efficace per uscire da questa vita felici e soddisfatti, e mi sono subito venute in mente tre cose:

  • aver imparato ad amare se stessi;
  • aver fatto le cose che ci rendono felici;
  • aver reso il mondo un posto migliore.

Sembra proprio che, se alla fine dell’esistenza si hanno ancora dei “conti in sospeso”, cioè cose non risolte dentro di sé, si debba ripetere il ciclo dell’eterno ritorno, finchè tutto non si scioglie in quella che, nel precedente articolo, ho definito gioia sempiterna: la felicità e l’armonia interiore che consentono all’Anima di godersi l’infinita eternità.

Se siete attenti avrete notato che il paradigma che mi “ostino” ad usare, il parametro con il quale misuro l’esistenza, è quello della gioia e non quello – sdoganatoci per secoli come il più premiante – della sofferenza.

In effetti credo proprio che questa sia la rivoluzione di questa Epoca di Consapevolezza: smantellare la falsità e la menzogna, nascoste ovunque, per far trionfare la propria autentica e ineludibile Verità.

Siamo qui per aprire nuove strade, per frequentare in modo completamente nuovo le vie del passato, per trasformare, soprattutto, i condizionamenti che abbiamo ricevuto da migliaia di generazioni precedenti. Il cambiamento avviene quando il nostro cervello, che è abituato a vivere le cose in un certo modo, fa esperienze mai fatte prima, sperimentando diverse sensazioni ed emozioni. E’ in queste occasioni che si creano nuove connessioni neuronali, nuove sinapsi, per cui quello che era solo dolore e sofferenza può diventare, ora, godimento e gioia.

Così quella che era l’unica strada possibile, quella percorsa dai padri, oppure quella tramandata dalle madri, si amplia, si trasforma, ingigantisce e moltiplica le possibilità, non solo per la nostra esistenza, ma per quella di chiunque venga in contatto con noi.

Se hai scoperto Chi Sei, e cosa ti rende felice, ed incominci a perseguirlo, non trovi più ostacoli insormontabili sul Cammino. Le difficoltà svaniscono, perché erano create dal tuo volerti costringere dentro una trappola, dal rinchiuderti dentro una gabbia, che era dorata solo in apparenza.

I giovani delle ultime generazioni non sono menefreghisti o sfaticati, semplicemente hanno visto i propri genitori consumarsi per costruire una facciata di lusso e di ipocrisia che non ha prodotto nessun effetto piacevole. Sono nati sapendo che la strada dei padri era un vicolo cieco, e sono venuti qui per mandare in frantumi i castelli di carte su cui si reggeva la finzione, per scardinare la falsità e costringere i genitori a guardare in faccia le proprie miserie, che stanno nascoste dietro la fragile facciata.

E ora l’unica strada rimasta è quella che ci corrisponde, che ci appartiene, che si staglia magnifica quando abbiamo spazzato via tutto il resto. A questo sono servite tutte quelle difficoltà: a farci capire Chi Siamo ed a lasciare dietro le spalle tutto quello che non ci corrisponde.

Si può rendere il mondo un posto migliore cantando, ballando, dipingendo, facendo sport, creando nuovi oggetti, viaggiando, scrivendo, raccontando, interpretando storie, costruendo, zappando, seminando, raccogliendo, piantando, cucinando, ridendo, parlando, e in centomila altri modi, e soprattutto amando, amando ed amando. Amando ogni foglia ed ogni fiore, ogni alba ed ogni tramonto, ogni situazione ed ogni incontro; amando la propria parte più fragile e vera, quella bambina o quel bambino ancora nascosti dentro di noi, facendo, finalmente, ciò che li rende felici.

Il paradigma della sofferenza si capovolge portando l’attenzione a tutto quello che di bello e di meraviglioso ci è stato donato, ed è sotto i nostri occhi, perché ne godiamo e ne siamo grati.

Su questo si fonda il Mondo Nuovo e la società che verrà: sull’accogliere la Vita come un Dono prezioso e sull’onorarla trascorrendola in pace ed in armonia con tutto il creato. Sembra solo una bella utopia, eppure tutto l’Universo sta andando in questa direzione e, se smettiamo di opporvi resistenza, sarà il flusso di questa Trasformazione epocale a condurci verso la gioia.

“La vera felicità prevede un Servizio per l’Umanità” (Robert Johnson)

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