21 marzo 2018

SULLA PELLE DELLE DONNE SI CREA IL DESTINO DEL MONDO

Ci sono molte cose che vorrei dire in questo articolo, e spero davvero di riuscire a farlo nel modo migliore, perché le mie riflessioni possano essere comprese da chiunque mi legga. Ne sento la responsabilità, perché l’argomento è attuale e delicato.

Ovunque, su questa Terra, si parla di Risveglio della Coscienza e, nello stesso tempo, si assiste ad una crudele recrudescenza della violenza nei confronti delle donne e dei bambini, che sono frutto del loro ventre. Scrivo spesso della Sacralità del Femminile, della connessione con la Dea Madre che sento, del Risveglio di questa Epoca, e della mia convinzione che questo stia avvenendo grazie alle donne.

Ed ora mi sembra sia venuto il momento, per me, di toccare questo scottante argomento, anche se di solito evito con cura di amplificare ciò che è negativo attraverso i miei scritti e le mie condivisioni. Ma qualcosa mi sta chiamando, affinchè io dia voce a quello che percepisco intimamente.

Se una donna si prendesse davvero la briga di studiare la storia del genere femminile, partendo dal ruolo svolto nell’antichità, quando la Divinità sul pianeta era rappresentata da una Dea, riconosciuta e venerata come Madre e come Terra Madre, passando dal suo essere portatrice di conoscenza, e poi dalla progressiva presa di potere dell’uomo, fino ad arrivare ai secoli oscuri e bui in cui la sua sapienza ha dovuto essere eliminata con l’uccisione brutale di milioni di “streghe”, per arrivare ad essere relegata in ruoli marginali, ed all’attuale, incessante, femminicidio, credo che non potrebbe più vivere facendo finta di nulla.

Prendere atto di ciò che è accaduto alle donne nei millenni e, di conseguenza, a tutto il genere umano, è un processo inevitabile, se di Risveglio vogliamo parlare.

E’ qualcosa che riguarda ognuna di noi, chi più, chi meno, anche se nate nel ventesimo secolo. Abbiamo ereditato dalle nostre madri il pudore, la vergogna, la paura di perdere la verginità e poi la reputazione, la sensazione di avere bisogno di un uomo per poterci sentire riconosciute e rispettate, l’idea che dobbiamo avere un marito e dei figli, che dobbiamo rimanere un passo indietro rispetto all’uomo, a cui spettano le decisioni importanti, la carriera brillante, la possibilità di avere più donne in contemporanea, e che, in qualche modo, siamo “di sua legittima proprietà”. Anche se abbiamo vissuto violenza o molestie solo parzialmente, “di striscio”, credo che ognuna di noi sappia cosa si ottiene mettendosi in mostra, mostrandosi aperta e disinibita, truccandosi e vestendosi in modo “osè”. Nel mio caso, ho volutamente evitato di attrarre così l’attenzione, per non dover subire qualcosa di indesiderato; per qualcun’altra, invece, questo modo di porsi può essere stato proprio il mezzo per ottenere ciò di cui sentiva il bisogno (amore, apprezzamento, protezione, riconoscimento, affetto).

Ho molto chiaro anche ciò che è accaduto al bambino che, nei primi anni della sua vita, ha dovuto assistere alla violenza fisica e psicologica nei confronti della madre, ed ha ricevuto un esempio distorto e malsano del rapporto di coppia e dell’amore. Ogni spinta vitale viene uccisa dalla paura e dal terrore, e da adulto diventerà, probabilmente, un uomo che ricalca la brutalità del padre, o cerca di vendicare la madre. Nel migliore dei casi si avrà un “congelamento” della sensibilità, per evitare di rivivere emozioni, ricordi e sensazioni.

In psicologia si parla di “carezze negative” quando, da bambini, si viene visti solo se si da fastidio, si fanno i capricci, si compie qualcosa che non va. Avere un padre o una madre che si accorgono di te solo quando gli crei problemi, e ti compensano con le botte, può essere per il bambino/la bambina l’unico modo per credere che all’adulto importi qualcosa di te. Questo “imprinting” malsano fa sì che, da grandi, si vada alla ricerca dell’amore dalle tinte forti, in cui le scenate di gelosia, gli schiaffi e le botte, stanno a dimostrare che l’altro ci tiene a te, e te lo dimostra con “passione”.

In questo senso un giorno una donna mi ha detto: “Mi rendo conto che lo provocavo!”, perché la reazione di rabbia furiosa alle sue parole era per lei una conferma del suo affetto per lei. Spesso le donne accettano ancora appuntamenti da uomini che già hanno deciso di lasciare, con la speranza di qualcosa di meglio per sè e per i propri figli, senza sapere che, magari, stanno andando incontro alla loro stessa fine. Ma non si può generalizzare, perchè ogni storia è sconvolgentemente diversa…

In tutto ciò che ho scritto non c’è niente che io definisca “giusto” o “sbagliato”, c’è solo la necessaria presa di coscienza che ogni persona ha la sua storia e che, se si iniziasse a prendere in considerazione il vissuto di ognuno (donne e uomini), a dare la giusta considerazione all’infanzia di ogni individuo, ogni vicenda avrebbe una spiegazione più chiara.

Stiamo smantellando dei paradigmi millenari, e non è certo un caso il fatto che così tante donne che scelgono di liberarsi dal loro giogo, che vogliono smettere di sopportare, incontrino violenza e resistenza inaudita.

Sono fermamente convinta che quello di cui abbiamo bisogno sia ritrovare la connessione con la nostra Sacralità, quella che ognuno ha al proprio interno, e che solo se scopriamo come accedere alla nostra Fonte Interiore Divina possiamo salvare l’Umanità.

Millenni di patriarcato non hanno potuto togliere alla donna la capacità di donare la Vita, e da questa profonda connessione con il Divino della donna dobbiamo ripartire. Il potente Risveglio della donna e della sua Sacralità è iniziato, e nulla potrà fermarlo, soprattutto ora che così tante Anime stanno contribuendo ad esso sacrificando la propria Vita terrena.

Ogni donna che riscopre il proprio valore e la propria dimensione Sacra compie la rivoluzione che sta attraversando questa epoca, ed essa sarà completa quando ogni Essere Umano le riconoscerà il suo ruolo originario. Decine di migliaia di anni fa la Dea Madre ha creato la Vita, ed è ora che la onoriamo e la rispettiamo in ogni essere vivente, ed in ogni donna che incarna la sua stessa matrice Divina.

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