una vita migliore per i propri figli
8 maggio 2018

UNA VITA MIGLIORE PER I TUOI FIGLI

una vita migliore per i tuoi figliCome dare una Vita migliore ai tuoi figli? Quando parlo con dei genitori, spesso mi sento dire: “Anche se io vado avanti così, grazie al Cielo per mio figlio sarà diverso!”.

Sembra davvero che sia naturale desiderare che i nostri figli abbiano una Vita migliore della nostra, ed è molto diffusa l’idea che, continuando a lavorare ed a sacrificarsi per loro, potranno avere tutto ciò che desiderano.

Lo abbiamo visto fare ai nostri genitori, ed è così che si perpetuano le catene di generazione in generazione: anche se con modi di lavorare differenti, più adeguati ai tempi, una madre ed un padre continuano a fare di tutto per non far mancare niente alla prole, soprattutto danno loro ciò di cui hanno sentito la mancanza da piccoli. Il che può essere, ad esempio: feste di compleanno piene di amichetti, regali, e giochi; bei vestiti e belle scarpe; accessori per la scuola alla moda; pizza, hamburger e patatine fritte come se non ci fosse un domani; cellulari e tecnologia varia appena ne hanno l’età, eccetera (potrei continuare per ore…).

Eppure, e qui entrano in gioco le mie Super-Benedette-Amiche che lavorano in ambito scolastico, questi benedetti (anche loro!) bambini e ragazzi hanno problemi sempre più importanti ed impegnativi. Che, purtroppo (sempre a detta delle mie Super-Benedette-Amiche!), i genitori preferiscono ignorare il più possibile.

Da cosa lo si deduce? Non tanto dall’aumento di quei disturbi per i quali sono state create “etichette” specifiche, che, forse, sono sempre esistiti (ad esempio DSA, ADHD,…) quanto dal fatto che (così mi dicono le suddette S-B-A) i genitori fanno fatica ad accettare che gli insegnanti li chiamino a colloquio per qualcosa che non sia un apprezzamento o una lode.

RAPPORTO GENITORI  FIGLI

La cosa che mi colpisce di più, in tutto questo, è che (sempre a detta delle mie S-B-A) l’unico modo per tenere tranquilli bambini “agitati” per il bisogno di ricevere continue attenzioni sia tenerseli vicini e coccolarli e rassicurarli il più possibile. Il che mi fa nascere il sospetto (eh sì, sono sospettosa, lo ammetto!) che, forse, a casa non ricevano tutta l’attenzione e la vicinanza emotiva-corporeo-psicologica di cui avrebbero bisogno.

In quanto madre adottiva ho – purtroppo – sentito, qualche decennio fa, le testimonianze riguardanti ciò che accade ai bambini cresciuti in orfanotrofio, che arrivano a farsi del male fisicamente per poter attrarre l’attenzione di qualcuno che possa medicare loro una ferita, magari prendendoli in braccio per qualche minuto. E molte volte mi è stato raccontato da alcune mamme che preferiscono di gran lunga fare le pulizie che dover stare a contatto fisico con i propri bambini, e che ogni scusa è buona per dire loro che hanno altro da fare…

Per questo temo davvero che la corsa al benessere abbia fatto perdere di vista ai genitori le cose più importanti, che non si possono pretendere dalla scuola, ma devono essere create nei primissimi anni di Vita, in famiglia. Ho appena visto, al riguardo, un video che spiega esattamente questo (lo trovi su YouTube – cercando “Umberto Galimberti, le mappe emotive”).

Ricordo molto bene un imprenditore, che ho incontrato in passato, raccontare del suo impegno dedicato al lavoro ed all’azienda, con l’intento di migliorare (o così credeva lui) lo stile di vita della sua famiglia, e la sua sorpresa quando, dopo aver rivolto un rimprovero al figlio adolescente, si è sentito rispondere: “Ma tu chi sei? Chi ti ha mai visto? Con che diritto vieni a dirmi qualcosa quando non ci sei mai stato?”.

Ciò di cui i figli si ricorderanno e saranno grati sarà il tempo speso a leggere loro le fiabe, a giocare con loro, a farsi le coccole ed abbracciarsi, e dirsi “ti voglio bene” e non certo i regali, o il tempo passato davanti alla TV.

Quindi, tornando all’inizio, ed alla frase “Grazie al Cielo per mio figlio non sarà così!”, devo ora dire che la mia risposta smonta tutte le illusioni del genitore in questione perché, come spiego per bene, i nostri figli imparano attraverso il nostro esempio, e non certo per ciò che gli diciamo di fare o non fare.

COME DARE UNA VITA MIGLIORE AI FIGLI?

Per la mia esperienza l’unico modo per dare una Vita migliore ai nostri figli è creare una Vita migliore per Se Stessi! E non sto parlando di avere più soldi da spendere, tutt’altro!

La domanda che rivolgo sempre alle persone è questa: “Secondo te la tua Vita sarebbe stata diversa se avessi visto tua madre felice? E tuo padre felice?”

La risposta che ottengo è sempre la stessa: “Sì!”.

L’unico modo per avere dei figli felici è essere un genitore felice.

Sappiamo bene, ormai, che spesso i genitori si separano, ma non è questo che crea il problema ai nostri figli: il problema è la mancata accettazione da parte di uno dei due della situazione, e l’infelicità professata come fosse un dovere, e come se i figli fossero gli unici motivi di gioia rimasti. Nessun bambino si merita questo, cioè di sentirsi in dovere di rendere felice i propri genitori, anche perché, spesso, la gioia della mamma va a discapito della felicità del papà, e viceversa.

E così si creano quegli orrori così diffusi: “A chi vuoi più bene, a mamma o papà?” (anche se non è esplicitata la domanda è sottintesa in molti casi).

Sfido chiunque a crescere equilibrato e sano in queste situazioni.

Devo dire che i problemi ci sono sempre stati, anche quando la separazione non era contemplata, e le magagne restavano in famiglia. Per venirne fuori abbiamo fatto tutto il possibile, in corsi, percorsi e terapie, per trovare armonia ed equilibrio dentro di noi.

I bambini di questa Epoca sono nati per costringere i loro genitori a cercare questa armonia dentro di sé, anzi, a crearla, visto che, probabilmente, non c’è mai stata.

Solo guardandosi dentro si può trovare il coraggio di guardare fuori e riconoscere, nei propri figli, quello che non abbiamo risolto per noi stessi.

In queste complesse situazioni sta la straordinaria opportunità di questa Epoca di Consapevolezza: che ognuno sia obbligato dalle circostanze ad integrare tutte le parti di Sé che ancora non conosce, fino a giungere a quell’Amore per Se Stessi che nessuno ha saputo insegnarci.

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