naturaViviamo in una società in cui non si tiene conto della natura intrinseca di ogni individuo. Si ritiene che il successo corrisponda a essere ricchi e famosi, poco importa per quale motivo.

Ognuno di noi ha una specifica Essenza, che lo rende unico e irripetibile, e lo scopo della vita è riuscire a manifestarla pienamente: solo in questo modo possiamo essere davvero felici, nel modo che solo noi possiamo riconoscere.

Ho letto qualche giorno fa l’intervista di un artista straniero abbastanza famoso, che ha recentemente compiuto una transizione per cambiare genere. È nato in una famiglia benestante e molto conosciuta nel suo paese e, per tutti gli anni precedenti, ha cercato di ignorare il desiderio profondo che lo portava, sin dai tre anni di età, a vestirsi da donna. Ciò che mi ha colpito di più è che l’artista ha ammesso che, in ogni singolo giorno della sua esistenza, ha pensato al suicidio. Essere arrivato a compiere la transizione e parlarne pubblicamente, malgrado la famiglia non voglia più avere a che fare con lui, è il risultato di molti decenni di sforzi e sofferenza.

Questa storia mi ha confermato l’importanza di realizzare noi stessi seguendo la nostra natura. È incredibile come ci sia – quasi sempre – una enorme differenza tra ciò che i genitori e la società si aspettano da noi, e ciò che davvero SIAMO o vogliamo ESSERE.

LA TUA VERA NATURA

natura 2Qualche tempo fa, a fine giornata lavorativa, mio figlio mi ha telefonato e, con il tono estatico di chi ha appena raggiunto un traguardo ineguagliabile, mi ha detto: “Mamma, oggi ho guidato il trattore!”. Ha iniziato da poco a lavorare presso un’azienda che vende macchinari per l’agricoltura, dopo molti anni in cui sembrava destinato a seguire l’esempio paterno. Malgrado la quantità di volte in cui si è sentito ripetere che aveva una strada già pronta davanti a lui, alla fine la sua natura motoria ha preso il sopravvento e, in uno dei tanti miracolosi modi in cui agisce l’universo, è arrivato il lavoro che lo rende felice. Gli ho subito mandato le foto che gli avevo scattato da piccolo, quando il suo inseparabile giocattolo era un piccolo trattore giallo, e la sua “prima volta” su un mezzo agricolo, a soli tre anni. Fin da allora, i grandi mezzi erano la sua passione.

La verità è che non siamo obbligati a fare ciò che desiderano i nostri genitori per noi, neppure se anche noi ci siamo convinti che sarebbe meglio, o il patto infantile ce lo fa credere.

La contraddizione tra ciò che gli altri si aspettavano da noi e ciò che vorremmo diventare coesiste al nostro interno per lunghissimo tempo, a volte per tutta la vita.

Accade, sempre più spesso, che uno capisca ciò che vuole per sé, e si impegni con sforzi infiniti per poter esprimere la propria natura. Ci vuole un lavoro su di sé molto lungo, per superare il giudizio dei genitori, per iniziare a credere di non essere quello sbagliato, per riconoscere la sofferenza che gli altri hanno accettato come inevitabile, e distaccarsene. Bisogna investire su di sé, cercare aiuto, fare terapie e percorsi olistici, per conoscere se stessi. E poi ci vuole il coraggio di ESSERE SE STESSI.

Sta iniziando quella che, per i cattolici, è la settimana santa, che celebra la morte e la rinascita del Cristo, la stessa che la natura compie tra inverno e primavera, in eterna trasformazione.

La natura ci chiama sempre a diventare noi stessi, così come il bruco inconsapevole un giorno decide di esplorare la sua possibilità di chiudersi in un bozzolo, per rinascere farfalla.

È una chiamata che arriva sempre, prima o poi, per ognuno di noi. In questa Nuova Era è più forte, incessante, insistente.

Non ci sono più alternative, bisogna decidere. Non c’è più tempo, bisogna darsi il permesso, quello vero, di smettere le maschere (quelle interiori), per manifestare chi siamo.

È tempo di essere Luce, di rinascere a nuova vita, lasciando andare tutto ciò che non è nostro. La nostra natura ci chiama a manifestare e realizzare chi siamo.  

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