abbondanza
27 maggio 2019

OLTRE LA CORAZZA C’È L’ABBONDANZA – terza parte

abbondanzaContinuiamo la serie di articoli dedicati all’ABBONDANZA; ti ricordo che nel primo ho parlato delle EMOZIONI, nel secondo di SENSAZIONI, PERCEZIONI e COMPRENSIONI.

In questo terzo articolo, invece, ti parlerò di INTUIZIONE e SENSITIVITÀ.

INTUIZIONE

Vediamo subito cosa ci dice il vocabolario riguardo all’intuizione:

intuizióne [dal lat. tardo intuitioonis; v. intuire] – Conoscenza diretta e immediata di una verità, che si manifesta allo spirito senza bisogno di ricorrere al ragionamento, considerata talora come forma privilegiata di conoscenza che consente, superando gli schemi dell’intelletto, una più vera e profonda comprensione (e, a volte, creazione) dell’oggetto.

Molto interessante questa “conoscenza diretta e immediata di una verità”, e ancor più la “profonda comprensione” e, addirittura, CREAZIONE dell’oggetto!

Posso testimoniare che l’intuizione non ha niente a che vedere con il ragionamento: mi è successo, alcune volte, di ricevere una sensazione che mi dava – quasi – un comando particolare. In diverse occasioni ho avuto la sensazione di dovermene andare da un determinato luogo, malgrado avessi già organizzato alcune cose da fare lì. Ho imparato a seguire queste intuizioni, anche se non ne comprendo, nell’immediato, il motivo. In un caso, ad esempio, avevo prenotato alcuni giorni in un B & B in Toscana, dove avrei tenuto un corso, a pochi passi dal mare. Dopo averlo completato avevo ancora un paio di giorni da passare in quella località balneare, perché volevo godermi la spiaggia, ma, dopo un giorno, ho avuto la forte sensazione di dovermene andare. E, così, sono tornata a casa, anche se non sapevo perché.

Dopo un paio di giorni tutto è diventato chiaro: una persona mi ha chiesto aiuto, e ho dovuto dedicarmi interamente a lei per i tre giorni successivi. L’intuizione mi aveva guidata a compiere il viaggio e rientrare a casa in tempo per ricaricarmi ed essere pronta alla nuova sfida che mi attendeva.

Spesso mi capitano quelle che io indico come “chiamate”: durante un viaggio in Perù, ad esempio, ho lasciato il gruppo con il quale mi trovavo a Machu Picchu, per visitare quel Luogo Sacro da sola. Non è stata una cosa decisa ragionandoci su, ho sentito che dovevo allungare il passo e procedere da sola. L’intuizione mi ha guidata in un punto preciso, dove è accaduto qualcosa di straordinario per me.

Non posso dire se le “chiamate” o le intuizioni arrivino dal mio inconscio, dal mio Sé Superiore, dalla mia Anima o dai miei Spiriti Guida; quello che è certo, per me, è che aver tolto strati di corazza mi ha resa più percettiva e ricettiva a questi “magici messaggi”.

Un altro esempio, che sono certa tu potrai capire benissimo, è la sensazione di non dover entrare in un certo posto, di non dover andare in certi luoghi, di non percepire una “buona energia” in certi ambienti o in certe persone. Anche in questo caso, spesso non c’è stato modo di farsi un’idea, di prendere una decisione razionale, perché tutto avviene dentro di me, prima ancora che io abbia avuto il tempo di valutare le cose. Eppure, l’intuizione arriva, la “conoscenza di una verità” accade, in modo diretto e immediato.

Aver lasciato andare la corazza e l’illusione del controllo apre la strada a queste intuizioni sottili e inspiegabili, che mi guidano molto più abilmente e velocemente di quanto la mia mente potrebbe mai fare. Lasciarsi condurre da una Verità più elevata è sempre un traguardo straordinario da raggiungere, nella propria esistenza terrena, che spalanca possibilità incredibili.

SENSITIVITÀ

Anche in questo caso, diamo un’occhiata al vocabolario:

sensitività [der. di sensitivo]. – 1. L’essere sensitivo; facoltà, capacità di sentire, di avere sensazioni, di percepire gli stimoli attraverso i sensi. 2. Accentuata sensibilità ed emotività.

Ho scritto più volte di come togliere strati di personalità e corazza significhi tornare alla nostra Essenza, a ciò che eravamo da bambini, dove il nostro Vero Sé esisteva in nuce, nella sua manifestazione originaria e originale, che sarebbe dovuta diventare Vera personalità (anziché falsa personalità – come ci è accaduto). Per spiegare cosa intendo per “sensitività” posso solo rifarmi ai racconti che molte persone mi hanno fatto di ciò che accadeva loro quando erano bambini.

Più persone, ad esempio, mi hanno raccontato di aver visto e parlato con la nonna o con il nonno, o con qualche altro parente, subito dopo la sua morte. In diversi contesti (religiosi o spirituali) è risaputo che l’Anima del defunto rimane diversi giorni sulla Terra, prima di accedere ad altre dimensioni, e i bambini, con la loro altissima sensibilità, riescono a vederla, e anche a sentirla.

Qualcun altro mi ha raccontato di aver visto il proprio figlio, o la propria figlia, parlare con “qualcosa di invisibile”, magari in una lingua sconosciuta, facendo lunghi discorsi, non solo qualche verso.  Qualcuno mi ha raccontato di avere visto (ne parlerò in uno dei prossimi articoli dedicati alla PREVEGGENZA), o sentito, che la persona che aveva davanti stava per terminare la sua Vita, magari con un evento tragico.

Tutte queste persone, essendo dei bambini al momento in cui accadeva ciò, ne hanno parlato – magari – con i propri genitori, ricevendo qualche sonoro ceffone, e il divieto assoluto di dire ancora cose del genere; oppure si sono spaventati a morte nel realizzare, successivamente, che ciò che avevano percepito era accaduto. Per un bambino, o una bambina, tenersi questo segreto è davvero troppo, e la paura più grande è stata il timore di aver provocato essi stessi quello che era avvenuto. In tutti i casi la scelta compiuta inconsciamente è stata quella di rimuovere e chiudere la porta d’accesso a quelle sensazioni, ritenute, allora, pericolosissime.

Io credo che tu lo sappia già, che abbiamo queste facoltà, che non sono per niente “paranormali”, e che anche tu, come me, hai ascoltato innumerevoli volte i racconti di qualcuno che ha “sentito” che stava accadendo, o che sarebbe accaduto, qualcosa di spiacevole a un proprio caro. Il fatto che questa “sensitività” sia normale, faccia parte delle nostre “dotazioni” originarie, non è opinione molto diffusa, anche se un detto famoso (non so di chi sia) dice che, se usassimo tutte le nostre facoltà, i cellulari sarebbero inutili. Non serve a molto averli, infatti, certo non ad aumentare le nostre capacità comunicative, che risiedono nell’avere libero accesso ai nostri sensi, che possono darci la percezione istantanea dello stato di benessere o meno di chi conosciamo, anche se a grande distanza di tempo e spazio.

Spero che tu ti stia rendendo conto di quanto potrebbe essere più ricca e ampia la nostra Vita, se avessimo sempre a disposizione la nostra intuizione, e ricevessimo informazioni dalla nostra sensitività (che non riguarda solo “cose brutte”; ricordiamoci che chiudere la porta a certe sensazioni vuol dire chiudere fuori anche quelle piacevoli! La paura provata da piccoli ha fatto sì che chiudessimo certi “canali”, da cui potrebbero arrivare moltissime percezioni riguardo a ciò che ci fa stare bene e ci piace davvero – che, infatti, in molti casi non sappiamo più cos’è!).

Approfondirò ancor di più questo discorso nel prossimo articolo, dove parlerò di COSCIENZA DI SÉ e SESSUALITÀ.

A presto!

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