abbondanza
23 maggio 2019

OLTRE LA CORAZZA C’È L’ABBONDANZA – seconda parte

abbondanzaEccoci alla seconda puntata degli articoli dedicati all’abbondanza che, come ho spiegato nel primo, è accessibile a chi sceglie di disfarsi della corazza che lo protegge. Nell’articolo precedente ti ho parlato delle EMOZIONI, che vengono quasi ignorate nel mondo occidentale, fatto di logica e razionalità. Essersi “induriti” vuol dire aver chiuso la porta alle sensazioni, tanto che molti passano la loro vita bloccati nella parte superiore del corpo, con un irrigidimento del collo e delle spalle (che viene attribuito alla “cervicale”) e un respiro corto e limitato alla zona alta del torace (anziché scendere fino al ventre, come dovrebbe).

SENSAZIONI

Con “sensazione” si intende l’attivazione degli organi di senso che raccolgono informazioni da tutto ciò che ci circonda. Sappiamo che si tratta di cinque specifici organi: vista, udito, tatto, odorato e gusto. Quello che non conosciamo è l’enorme quantità di dati che essi percepiscono, stimata in milioni di dati sensoriali/al secondo. Questo infinito numero di indicazioni viene raccolto da recettori posti in determinate cellule, e immagazzinato nel cervello, mentre la nostra coscienza diventa consapevole solo di pochissime di esse/al secondo.

Possiamo presumere che quello che viene definito, in determinate metodologie, come “espansione di coscienza”, sia un accesso più vasto e ampio alle informazioni che i nostri sensi già possiedono. Non ho mai fatto uso di droghe, ma credo che attraverso di esse possa avvenire questa amplificazione sensoriale; ciò di cui ho fatto esperienza, e di cui voglio parlarti, è la possibilità di accedere a una quantità maggiore di sensazioni quando ci diamo il permesso di andare oltre la barriera che abbiamo messo nei confronti del “sentire”.

La maggior parte di noi ha ereditato, dai propri familiari, una serie di difese che servivano a evitare di percepire la sofferenza, la fatica, la sopportazione di qualcosa che era doveroso ma, nello stesso tempo, doloroso e indesiderato.  Nel chiudere la porta alle sensazioni di sofferenza, abbiamo chiuso con tutte le sensazioni in generale, anche a quelle piacevoli e gioiose, stimolanti e gustose, ricche ed eccitanti. Il risultato è un’apatia grigia e deprimente, un trascinarsi avanti, giorno dopo giorno, senza neppure accorgersi d’essere vivi.

Per la mia esperienza, e per quella delle molte persone che ho aiutato a liberarsi delle proprie maschere e corazze, riappropriarsi delle sensazioni sopite è un risveglio straordinario, un tornare ai profumi forti e agli odori percepiti nell’infanzia, a quella capacità di cogliere immediatamente – attraverso le sensazioni del corpo –  ciò che stava accadendo, ai sapori aspri o squisiti di ciò che mangiavamo, ai colori vivi e accesi della natura, alla possibilità di toccare, accarezzare, cogliere attraverso la pelle le sensazioni dell’altro. Un’amplificazione che rende straordinariamente viva la percezione di essere vivo, vitale, con una forte carica di gioia e di piacere associata a essa.

Questa ricca e ampia percezione sensoriale rende possibile accedere anche a informazioni molto “sottili”, che arrivando da dimensioni parallele alla nostra. Ci sono molte più cose, in terra e in cielo, di quelle che possiamo immaginare, e, a volte, riceverne qualcuna è una straordinaria sorpresa. Ma andiamo con ordine e parliamo prima delle percezioni.

PERCEZIONI

In psicologia la percezione è “il processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato“. La parola percezione deriva dal latino percìpere, formato da per=per mezzo, attraverso + capĕre = prendere, cioè raccogliere (informazioni, dati sensoriali), apprendere.

Quindi la percezione è qualcosa che va oltre la sensazione, è una comprensione che deriva, probabilmente, dal mettere in relazione alcuni dei dati sensoriali ricevuti, per capire qualcosa in più. Non si tratta solo di vedere, ascoltare, sentire le emozioni, si tratta di mettere in connessione le informazioni e comprendere qualcosa di – apparentemente – nascosto, non detto, non apparente.

Potrei citare, come esempi, le volte che ti sei detto: “Lo sapevo, me lo sentivo, ci avrei scommesso, che sarebbe andata così!”. Senza nemmeno avere chiarezza su come si fosse formata quella comprensione, capita solo a posteriori, il tuo inconscio ha notato e messo in relazione dei particolari che ti hanno dato una sorta di pre – visione su come si sarebbero svolte successivamente le cose.

Anche in questo caso, come puoi supporre, avere tolto le barriere che ti impedivano di “sentire” è fondamentale! Prova a immaginare quante intuizioni potresti avere, se tu avessi l’accesso a molte più informazioni sensoriali rispetto al solito; mi riferisco non solo a te stesso, ma a tutti coloro con i quali hai a che fare quotidianamente! Sentire e percepire non riguarda solo quello che sta vivendo il tuo corpo, ma tutto ciò che ti circonda; se sei in grado di riconoscere le tue sensazioni ricevi anche – per risonanza profonda – anche le sensazioni di chi ti sta vicino. Questa è una cosa da cui molti hanno voluto proteggersi, pensando che essere troppo sensibili non va bene, considerandolo un difetto anziché una virtù. Ma chiudere con le proprie sensazioni richiede un prezzo molto alto da pagare: spesso quello che evitiamo di sentire costringe il corpo a mandarci segnali forti e allarmanti, che possono diventare sintomi importanti.

COMPRENSIONI

Anche in questo caso, si tratta di andare oltre: la connessione tra le sensazioni e le percezioni profonde fa emergere comprensioni altrettanto profonde. Spesso arrivano di notte, attraverso i sogni, oppure con pensieri così forti da far svegliare di soprassalto, con qualcosa che impedisce di dormire, con improvvisi risvegli che ci fanno capire che qualcosa di grave è appena accaduta…

Nel mio lavoro con le persone i racconti al riguardo sono interminabili; ricevere una comprensione, a volte, ha del miracoloso, perché accade in momenti, luoghi o situazioni particolari; altre volte arriva grazie a incontri particolari, in cui qualcuno, inaspettatamente, ci dice qualcosa che ci illumina e ci fa trovare la relazione tra le informazioni che avevamo a disposizione.

Labbondanzaa cosa importante è che la comprensione – in questo caso – arriva dal profondo, non grazie alla logica o alla deduzione razionale, ma da un connubio tra diverse percezioni, che si mostra come il disegno di un tappeto di cui, fino a poco prima, vedevamo solo il retro, con un intrico di fili colorati senza senso. La mente arriva dopo, a capire, a portare alla coscienza quello che è diventato chiaro, a un livello sottile, già da qualche tempo.

Forse ti starai chiedendo come tutto questo c’entri con l’ABBONDANZA, e la risposta è che, se riesci per un istante a immaginare cosa voglia dire avere a disposizione tutta la ricca gamma di sensazioni, percezioni e comprensioni che potresti avere, puoi capire che moltissime porte si spalancherebbero per te, molti errori verrebbero evitati, molte occasioni apparirebbero, perchè saresti aperto a riceverle!

Ne parleremo ancora, nel prossimo articolo, che sarà dedicato alle INTUIZIONI  e alla SENSITIVITÀ.

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