controllo piacere
3 dicembre 2018

LASCIANDO IL CONTROLLO SCOPRI IL PIACERE

lasciando il controllo scopri il piacere

E’ solo lasciando andare il controllo che puoi arrivare a provare un intenso e profondo piacere. Sono sempre di più le persone che hanno perso la capacità di SENTIRE, cioè di avere una percezione chiara delle proprie sensazioni fisiche e delle proprie emozioni; in questa sorta di CONTROLLO hanno anche perso la possibilità di vivere il PIACERE.

E’ accaduto a tanti di noi, cioè a quasi tutti coloro che hanno vissuto delle grandi sofferenze nei primissimi anni di vita.

Le neuroscienze ci spiegano che gli schemi di base che il cervello utilizzerà per tutta l’esistenza si strutturano nei primi sette anni di vita, e le mappe emotive nei primi tre anni. Questo vuol dire che, nella nostra infanzia, c’è la spiegazione di quello che stiamo vivendo oggi, di quello che abbiamo vissuto in passato, e di ciò che vivremo in futuro. E, inevitabilmente, questo vuol dire che, se vogliamo cambiare i risultati che otteniamo nella vita, dobbiamo andare a trasformare qualcosa in profondità, in quegli schemi, invisibili alla nostra coscienza, che ci pilotano inconsciamente.

Malgrado ciò, la maggior parte delle persone crede di poter evitare di esplorare i propri abissi, e di poter vivere lasciando indisturbati e dormienti i propri mostri.

Se non ci sono stati traumi di grande rilevanza, tutti noi crediamo di aver avuto, tutto sommato, un’infanzia normale e sufficiente a fare di noi una persona equilibrata. In effetti questo, di solito, è vero, tranne per qualche particolare…

Per esempio, ci sono sensazioni – appena percettibili – di tristezza, che, magari, si manifestano senza un preciso perché, oppure un’incapacità di godere dei momenti belli della vita (quasi una tendenza a rovinare tutto), oppure ansia e panico che arrivano improvvisi, fino ad arrivare alla difficoltà di lasciarsi andare nell’intimità, al punto di fare un’enorme fatica a raggiungere l’orgasmo, come capita a molte donne.

Come Daniela Lucangeli (psicologa e docente universitaria) spiega benissimo, nel nostro cervello la gioia si manifesta con un picco elevato e molto breve, affinchè ci attiviamo per andarla a cercare di nuovo, mentre la sofferenza emotiva rimane sotto soglia cosciente, come un “ALERT” sempre acceso, che ci sollecita continuamente ad essere attenti e controllati – come se una spia lampeggiante continuasse a suonare al nostro interno ripetendo: “Stai attento che soffri, stai attento che soffri, stai attento che soffri…”. E’ stato dimostrato, infatti, che la maggior parte delle persone imposta la propria vita per evitare la sofferenza, piuttosto che per andare incontro alla GIOIA ed al PIACERE.

Richard Bandler, co-creatore delle PNL, invita a riflettere dicendo continuamente: “La vera domanda che dovreste porvi è: Quanto piacere sono in grado di sopportare?”

Cosa intendo quando dico che le persone sono incapaci di SENTIRE? Mi riferisco al fatto che, se chiedo loro di descrivermi cosa sentono nel corpo, mi rispondono con elucubrazioni mentali, del tipo: “Ogni volta che mi capita questa situazione mi sento incompreso, o non all’altezza, ecc.” – piuttosto che dirmi: “Sento una pressione al petto, il respiro corto ed un groppo in gola”, cioè raccontano la spiegazione che si sono dati rispetto a certe cose.

È spesso evidente, inoltre, che non c’è la capacità di respirare profondamente, portando l’aria fino alla pancia, ma che il respiro si ferma nella parte alta del petto; la maggior parte degli occidentali, in effetti, è abituata ad ascoltare solo i propri ragionamenti e, dal collo in giù, è come se ci fosse un blocco, che fa dolere e contrarre le spalle, gravare la schiena di pesi, e contrarre la nuca in forti mal di testa. C’è l’incapacità di piangere ed il trattenere qualsiasi emozione, fin quasi a rendersi insensibili, ed a non saper percepire ciò che avviene dentro (“Non sento niente…”).

Tutto questo sforzo costante, che il corpo è costretto a fare, serve ad evitare di percepire qualcosa che è stato codificato – in quei primi sette anni di vita – come estremamente pericoloso e doloroso; si tratta della sofferenza che il bambino o la bambina che siamo stati ha provato allora, ed è stata così terribile ed ingestibile, che il nostro inconscio ha provvidenzialmente provveduto a rimuoverla, per permetterci di sopravvivere.

controllo piacereI bambini che assistono a ripetuti litigi e violente scenate impietriscono, si paralizzano, smettono di respirare, smettono di piangere, si costringono a tacere, a non SENTIRE più, cercano di svanire, nascondersi, diventare invisibili, si bloccano in un limbo disperato e sofferto…

La maggior parte degli adulti ignora che quello che sta vivendo è il risultato della fatica immane che il corpo sostiene da decenni, per evitare di SENTIRE quel dolore; a questo sforzo continuo si devono la stanchezza e la mancanza d’energia che tanti hanno; al fatto d’aver costruito la propria vita per proteggersi da quel SENTIRE si devono la maggior parte delle SCELTE, da quelle degli studi, a quelle lavorative (per garantirsi sicurezza), a quelle del PARTNER, che sembrava avere credenziali rassicuranti e stabilità.

controllo piacereIn quell’incredibile 95% di noi che il nostro INSCONCIO rappresenta, ci sono tutti i percorsi che la nostra psiche ha ideato per sfuggire alla ripetizione di quel dolore, senza rendersi conto che è proprio quell’apparato difensivo (costituito dal CARATTERE che abbiamo formato) che lo ha ricreato più volte.

PERDERE IL CONTROLLO

La possibilità di CONTROLLARE e CONTROLLARSI è stata la soluzione, ed è in questa illusione che molti vivono, sapendo che non possono permettersi di lasciarsi andare, di mollare l’attenzione, perché c’è il timore fortissimo di SENTIRE proprio quella cosa spiacevole che si è sempre voluta evitare! E, nel timore che questo avvenga, alcuni perdono il controllo, cadendo nell’eccesso opposto, con reazioni esagerate e fuori misura, magari per piccole cose.

Le emozioni, in realtà, passano, ci attraversano e se ne vanno (come l’etimologia del nome indica: e-movere, ad indicare il movimento); se smettiamo di reprimerle (cosa che produce ansia e panico), possiamo sperimentare il pianto quando siamo tristi, il sorriso quando siamo sereni, le risate quando siamo allegri, e tutta la gamma di sfumature delle emozioni umane, scoprendo che non c’è nulla di drammatico o sbagliato nel percepirle.

Cancellando ogni percezione, cercando di evitare ogni emozione, non ci si rende conto di aver cancellato anche la possibilità di SENTIRE il PIACERE, in modo forte, completo, ampio, amplificato, espanso, prolungato, vibrante, in tutti i cinque sensi, con il gusto, l’odorato, il contatto, la vista, l’udito, con l’intuizione e le percezioni extrasensoriali che FANNO PARTE DELLE NOSTRE DOTAZIONI in quanto Esseri Umani. Non sto parlando di cose strane o esoteriche, sto parlando delle capacità che ognuno di noi aveva da bambino!

In questa Epoca di Consapevolezza è diventato sempre più difficile fare finta di niente, perché la Vita stessa costringe ad arrivare ad un punto di rottura, in cui tutto quello che è stato trattenuto rischia di esplodere, spezzando l’illusorio tentativo di “tirare avanti” senza mai fare i conti con le proprie ombre.

Sempre più persone “saltano”, ed intere famiglie sono sbalzate nell’inevitabile voragine della Verità che si manifesta al mondo intero.

LASCIARSI ANDARE

Com’è possibile, allora, prevenire il punto di rottura, l’esplosione distruttiva? Rendendosi conto che PERMETTERSI di SENTIRE è possibile, e che si può trovare il modo di farlo, gradualmente, passo dopo passo, riavvicinandosi al proprio CORPO ed alle proprie EMOZIONI.

Si può comprendere che quel dolore enorme, vissuto da piccoli, è adesso gestibile dall’adulto che siamo diventati, che CE L’HA GIA’ FATTA, è sopravvissuto, è diventato grande e forte, ed ha superato prove incredibili, e che questo adulto è ora in grado di accogliere la sofferenza vissuta da piccolo, senza soccombere, senza esserne devastato, poiché i mostri non esistono più – esiste solo la loro memoria nelle cellule del nostro sistema psicofisico e, una volta disciolta quella sensazione, tutto può cambiare.

Cosa accade dopo? La maggior parte di coloro che ha fatto questo percorso parla di una grande leggerezza, di un sollievo incredibile, e di come sia diventato tutto stranamente facile, e semplice. I problemi quotidiani non svaniscono, ma sono vissuti in modo diverso, senza più quel peso e quella malinconia di vivere che rendeva tutto gravoso, oscuro, faticoso.

All’allarme sempre acceso si sostituisce una compagna di viaggio nuova, una GIOIA strana, di quelle che arrivano in continuazione, senza motivo. Ed aver perso la corazza e la gabbia in cui si era rinchiusi permette a moltissime altre cose di arrivare, di potersi manifestare. E ci sono sensazioni, intuizioni, percezioni sottili, che arrivano, sempre di più. Il processo di liberazione continua, da solo, procede, nel passare del tempo, e più gli anni passano e più si recupera la meraviglia per ogni cosa che si aveva da bambini.

Le sincronicità aumentano, le “casualità” sono sempre più incredibili, la Vita diventa un’avventura tutta da scoprire.

Il PIACERE arriva, si fa spazio, si amplifica. Il godimento del corpo, finalmente, appare in ogni respiro, in ogni passeggiata, in ogni boccone di cibo, in ogni contatto, in ogni vibrante emozione…

È magnifico, incredibile, straordinario e POSSIBILE, esserci, ESSERE, ESSERE VIVI!

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    Un commento

  • Celestina Macaccaro 3 dicembre 2018
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    Grazie

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