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4 luglio 2019

OLTRE LA CORAZZA C’È L’ABBONDANZA – settima parte

abbondanzaSiamo arrivati alla settima puntata del ciclo di articoli sull’ABBONDANZA, in cui parleremo di PREVEGGENZA, PREMONIZIONE, LUCIDITÀ MENTALE. Come ho già ripetuto infinite volte, ho sentito il dovere di scrivere questi articoli per raccontare come possiamo incontrare il flusso dell’ABBONDANZA solo ritrovando la nostra Essenza, coltivandola e manifestandola, lasciando andare le maschere caratteriali e le corazze che abbiamo indossato.

Negli articoli precedenti ti ho parlato di:

PREVEGGENZA

Vediamo come viene spiegato il significato di questa parola sul vocabolario:

preveggènza Capacità di prevedere eventi futuri, o i possibili sviluppi di quelli presenti, e di trarre da questa previsione consiglio per dirigere il comportamento proprio o altrui.

Mi è stato raccontato diverse volte, da qualcuno, di aver visto delle scene particolari, in cui vi erano persone conosciute. Una persona, ad esempio, mi ha raccontato di aver visto, da bambina, un suo vicino di casa uscire con la moto e, subito dopo, di aver visto un’immagine in cui il vicino si schiantava e moriva. Dopo qualche ora, si è spaventata tantissimo, perché ha saputo, dallo strazio dei parenti, che il ragazzo era effettivamente morto.

Quando siamo piccoli abbiamo accesso ai “portali” che separano questa dimensione dalle altre, ed è molto probabile ricevere informazioni o immagini che arrivano da realtà future, o parallele. Chiaramente il tema della morte, o della nascita, è il più forte, il più sentito, perché rappresenta un passaggio importante tra le dimensioni, per cui è anche quello che, spesso, viene percepito con più potenza.

In un’altra occasione ero seduta accanto a una persona e, mentre parlavamo, essa guardava un suo collega lavorare, pochi metri più in là. Poco dopo, ella ha visto del fumo, e ha chiesto al collega di verificare la spina elettrica e il condizionatore accanto a lui, per vedere se ci fosse qualche guasto, ma così non era. Quella stessa notte, il collega si è svegliato grazie alle urla del padre, che lo avvisava che il tetto della loro casa stava andando a fuoco, probabilmente per un corto circuito della caldaia.

Un mio cliente mi ha raccontato di avere avuto ripetuti sogni in cui faceva un incidente, e di non poter guidare, di giorno, senza che gli arrivassero, ripetutamente, immagini in cui era coinvolto in un grave incidente, che lo portava alla morte. La mia prima domanda è stata: “Come è morto tuo padre?” e la risposta, in effetti, è stata che era morto in un incidente. Alcuni avvenimenti accaduti ai nostri avi segnano il nostro destino, e, prima o poi, siamo chiamati a farci i conti! Naturalmente abbiamo subito fatto un “lavoro” in profondità per trasformare questo “destino”!

Possono arrivare, così, senza senso né significato, delle immagini che si affacciano alla nostra coscienza, senza corrispondenza con quello che stiamo vedendo attorno a noi. Ci vuole un tempo, per poter chiarire con se stessi se si trattava di qualcosa che aveva a che fare con il passato o con il futuro, per poter verificare l’eventuale significato di ciò che abbiamo visto. Spesso, le persone mi dicono di ricordarsi di aver avuto quel tipo di “visioni” da piccoli, e di aver, volutamente, chiuso con quel tipo di percezione.

Credo che questo tipo di facoltà non siano per niente eccezionali, ma facciano parte della “dotazione” che abbiamo ricevuto quando ci siamo incarnati; c’è chi ha molto sofferto e ha deciso di smettere di “vedere”, c’è chi ha completamente rimosso qualunque ricordo al riguardo, c’è chi ha affinato questo “dono” per utilizzarlo per aiutare gli altri.

Non prendo neppure in considerazione la moltitudine di ciarlatani che ci sono in circolazione, per il semplice motivo che STO PARLANDO DI PERCEZIONI POSSIBILI A CHI HA LAVORATO SU DI SÉ PER TOGLIERSI DI DOSSO LE PROPRIE CORAZZE, non di chi si approfitta di coloro che ancora le indossano (perché temono di soffrire di nuovo). Quando hai fatto molto cammino sulla strada della conoscenza di te stesso, hai compreso il motivo per cui sono avvenute molte cose, le cause della sofferenza nel tuo sistema familiare, e non hai più così paura di affrontarle nuovamente: aver guardato OLTRE LA CORAZZA ti consente di sentire se chi ti parla è sincero oppure no, lo capisci con la pancia, non certo con la logica.

Per quanto mi riguarda, ho “ricevuto” delle scene, in momenti particolari, in cui mi trovavo ad essere “me stessa” pur avendo un altro corpo, un altro colore di pelle, in un luogo selvaggio, e mi accadevano cose che non sono parte di questa mia Vita. Ho visto immagini in cui ero un uomo, e altre in cui ero una donna. Erano le mie percezioni e le mie sensazioni, ma il corpo non era lo stesso che ho ora; ero IO senza essere IO.

Non ho mai assunto droghe, né fumato niente di particolare, se è quello che ti stai chiedendo. Di fatto, questo mi è stato di grande aiuto, quando alcuni clienti mi hanno detto: “So che in una vita precedente sono stato un delfino”, “Ero un lupo e mi sono persa per ore nel bosco a cercare tra le radici”, “Ho riconosciuto immediatamente quel luogo, pur non essendoci mai stato”, “Ho abbracciato quella persona e ho sentito che ci conoscevamo già, anche se non ci eravamo mai visti prima”.

Siamo tutti pazzi? O forse è il concetto di normalità che è errato? Io propendo per la seconda versione!

PREMONIZIONE

Vediamo subito il vocabolario:

premonizióne s. f. [dal lat. tardo praemonitioonis, der. di praemonere «premonire»]. – 1. ant. Ammonizione, avvertimento anticipato. 2. In metapsichica, informazione paranormale relativa al verificarsi di eventi futuri. Più genericam., presentimento, presagio, segno premonitore.

Anche in questo caso, sono certa che anche tu hai molti casi da raccontare, nella tua vita.

Una sensazione particolare, dentro, ci avvisa che qualcosa sta per accadere, anche se non sappiamo proprio di cosa si tratti. Sono certa che anche tu, come me, a posteriori hai pensato: “Ero certo che ci fosse qualcosa che non andava” oppure “Ecco perché mi sentivo così!”. Dal nostro inconscio arrivano segnali molto forti, specialmente con l’avvicinarsi di eventi molto importanti, o drammatici.

Ricordo di aver visto un’intervista televisiva all’atleta paralimpica Giusy Versace, che mi ha colpito moltissimo. Ha raccontato come, nei giorni precedenti al tragico incidente in cui perse le gambe, fosse stanca, e non avesse nessuna voglia di fare quel viaggio, e il suo istinto le dicesse con forza di non partire. La notte precedente ha fatto un sogno terribile, in cui le accadeva un grave sinistro, e si trovava incastrata con l’auto sotto il guard rail, perdendo l’uso delle gambe. Malgrado questi forti segni premonitori, ha seguito il senso del dovere ed è partita per il suo impegno di lavoro, e, purtroppo, ciò che aveva visto in sogno è accaduto davvero.

Anche in questo caso posso dire di aver sentito tante persone ripetere: “Me lo sentivo, ma non ho dato retta al mio intuito!”; credo che il nostro errore più grande sia quello di non ascoltarci, di dare importanza a centomila altre cose, piuttosto che alla nostra profonda capacità di comprendere cosa è giusto per noi, e cosa è da evitare.

Tutto sarebbe più semplice, più veloce, più scorrevole e facile, per ognuno di noi, se ascoltassimo noi stessi, se dessimo valore ai messaggi e ai segni che riceviamo. Non si tratta di stupidaggini, si tratta di percezioni che arrivano dall’immenso magazzino di informazioni che stanno nel nostro inconscio, e hanno un fondamento di verità, per noi, più di qualsiasi altra regola sociale ci sia stata inculcata.

Per quanto mi riguarda, ho imparato a mettere al primo posto il mio “sentire”; mi ascolto sempre, e seguo le indicazioni che mi arrivano dal profondo. Naturalmente, questo rende la vita più autonoma e solitaria, perché seguendo il proprio Sé non sono possibili molte concessioni al volere altrui che calpestino ciò che è importante per noi. Siamo esseri sociali, è vero, ma per le cose che contano davvero dobbiamo fare conto soprattutto su noi stessi.

LUCIDITÁ MENTALE

E dopo tutto questo parlare di visioni, immagini e premonizioni, sembra proprio una grande contraddizione scrivere di lucidità mentale 😊

Eppure posso assicurarti che, una volta smessa la corazza, sarai molto più presente e lucido, perché non avrai più bisogno di nascondere A TE STESSO sensazioni e percezioni, il che avviene, soprattutto, con una frenetica attività di pensiero. Una mente che si permette di essere consapevole delle informazioni che riceve dai “sensori” del corpo è molto più leggera di quella che deve inventarsi continui motivi per fuggire via dal proprio “sentire”.

Ti ho parlato prima di immagini preveggenti e di premonizioni; stai certo che, se hai smesso la tua corazza, saprai distinguere benissimo tra questo tipo di sensazioni e la tua immaginazione.  Sono due cose diverse: l’immaginazione è lasciar vagare i pensieri sulle possibilità passate o future, inventando qualche nuova storia in cui ti piace perderti; una preveggenza o una premonizione ti lasciano stupefatto, senza parole, perché presentano alla tua mente qualcosa che va ben al di là della tua fantasia, qualcosa che non potresti mai immaginarti, perché non fa parte della realtà che hai sperimentato finora.

Una mente “spiazzata” è una mente muta, lucida, attenta, sveglia, che aspetta spiegazioni per ciò che non riesce ancora a comprendere.

Nella corazza c’è la nostra “comfort zone”, l’abitudine alla sofferenza, la noia di vivere senza novità; OLTRE la corazza c’è una Vita nuova, che non conosciamo, che sperimentiamo passo dopo passo, e che ci sorprende, costantemente.

È il modo più piacevole di vivere, con scoperte continue, che ci mantengono attenti e attivi.

E dopo tutte queste meraviglie, l’appuntamento è per l’ottava e ultima puntata di questo ciclo (che altro numero poteva essere, se non il magico 8?) in cui parleremo di RISPOSTE e SOLUZIONI.

 

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