La quarantena ci sta regalando un tempo fuori dal tempo, in cui siamo soli con noi stessi o con i familiari più stretti. È un periodo ricco di possibilità di introspezione, che ognuno di noi sta vivendo in modo differente, in base a ciò che è, e che fa nella vita.
Se mi stai leggendo, non sei tra quelli che non hanno avuto le forze per continuare questo cammino verso il Mondo Nuovo, e sono volati via velocemente e tragicamente. Probabilmente non sei neppure tra coloro che hanno deciso di dedicare la propria vita a salvare gli altri, come medici e infermieri, che stanno dando il massimo per realizzare la loro missione, che alcuni di loro hanno compiuto al meglio, concludendo l’esistenza svolgendo sul campo la propria opera.
Questo, dunque, è IL TUO TEMPO, se sei ancora su questa Terra, e stai bene, e hai ragionevoli possibilità di continuare a starci a lungo. È un tempo in cui stai vivendo una vita differente da prima, se non del tutto, sicuramente in gran parte. E questo tempo è un portale, uno spartiacque, tra ciò che c’era prima e ciò che verrà dopo.
Come lo stai vivendo?
Se questo è il TUO tempo, il MIO tempo, quello di ognuno di noi, è utile chiederci come stiamo vivendo questo spazio tra il prima e il dopo, questo PRESENTE che non somiglia a qualcosa che abbiamo già vissuto.
Nei percorsi spirituali si usava spesso l’esercizio dello STOP; colui che guidava il gruppo, o il maestro, nel bel mezzo della quotidianità, mentre ognuno stava svolgendo le sue mansioni, gridava con voce stentorea: “STOP!” e tutti si bloccavano nella posizione esatta in cui si trovavano; chi era in piedi si fermava, qualcuno alla scrivania restava con la mano a mezz’aria. Per un minuto o due si rimaneva in quella scomoda posizione, respirando e ascoltando i pensieri, le emozioni, le sensazioni del corpo. Era un’istantanea del PRESENTE in cui ognuno si trovava, perché, come previsto nei percorsi evolutivi, l’unico modo di conoscere profondamente se stessi è uscire dalla routine, essere scaraventati fuori dalla ripetizione meccanica di abitudini e comportamenti, e restare in osservazione di ciò che questo provoca in me.
Abbiamo ricevuto uno STOP mondiale, dunque, per questo è utile chiederci COSA stiamo facendo, e COME lo stiamo facendo, e cosa provoca in noi questa situazione.
Chi sei tu?
Sei tra quelli che stanno godendo finalmente un po’ di tranquillità, senza più corse frenetiche in tangenziale per andare in ufficio, e rientri nel traffico la sera tardi, senza mai tempo per pensare a te stesso e ai tuoi cari? Stai svolgendo il tuo lavoro da casa, in ciabatte e tuta, e non riesci a immaginare di dover tornare nel caos dell’ora di punta?
Sei tra quelli che non riescono a stare fermi, che non sopportano di stare in casa, che devono per forza andare a correre o in palestra perché altrimenti impazziscono?
Sei tra quelli che ascoltano ossessivamente i telegiornali e sei in preda ad ansie e paure?
Cosa ti sta togliendo?
Cosa hai perso in questo periodo?
Una vita sociale in cui ti sentivi realizzato e riconosciuto?
Un’attività fisica in cui potevi sfogarti e stare meglio?
La sicurezza economica e la possibilità di continuare la vita di prima?
Hai bisogno di qualcuno a cui dare la colpa?

Sei tra quelli che continuano a cercare complotti, che leggono articoli e guardano video che spiegano come sia stato creato il virus, come sia stato diffuso, come vogliono manipolarci attraverso un vaccino, come il potere ci voglia sempre più controllati e schiavi?
Sei ancora perso nella ricerca del PERCHÉ? Perché sta accadendo questo, perché in questa nazione, perché in questa regione, perché, perché, perché?
Come stai utilizzando questo tempo?
Conosco molte persone che si sono organizzate, che stanno facendo del loro meglio per preservare la loro salute mentale e psico fisica, che stanno facendo esercizi, video corsi, attività fisica dentro casa o negli immediati paraggi.
Altre che stanno pulendo, sistemando, smistando abiti e cose vecchie, per fare spazio e pulizia dentro casa e dentro di sé (le cose vanno sempre di pari passo).
La funzione del virus
Il virus sta svolgendo la sua funzione.
Non ha nessuna importanza come sia stato creato, e da chi, da dove arrivi, e chi sia il paziente 1, o altro.
Ci sta costringendo a stare con noi stessi, a guardare la realtà della nostra vita, a tornare a ciò che è ESSENZIALE.
A prendere ognuno la propria responsabilità.
Sei in TE? Sei PRESENTE nella tua vita?
Adesso che ogni maschera è tolta, e sei “dentro casa”, cosa rimane di te? Quali sentimenti hai? Rabbia, frustrazione, ansia, voglia di farla pagare a qualcuno? Insicurezza, incertezza, senza quel lavoro, quel ruolo, quello stipendio?
Riusciresti a vivere in un mondo differente, in MODO differente? Puoi immaginare qualcosa di diverso da prima?
Rottura con il passato
Nella mia regione, la Lombardia (l’occhio del ciclone, come lo chiamo io) si sente forte e chiaro che molte cose non hanno funzionato. Un sistema creato per garantire sicurezza, un impegno economico e lavorativo che si vantava di essere il traino del Paese, eppure migliaia di anziani sono stati spazzati via. Per quanto abbiano lavorato, sudato, pagato tasse e creato reddito, il sistema non è stato in grado di salvarli.
Ho scritto molte volte come fosse diventato quasi impossibile vivere qui, per me, per la frenesia del traffico, l’inquinamento dell’aria, la velocità richiesta in ogni dove. Ho scritto di come pensare di tornare alla normalità sia pura follia. E adesso la rottura con il passato è evidenziata da questo buco nero, in cui sono sprofondati coloro che ne avevano la memoria storica, quelli che avevano ricostruito la nazione dopo l’ultima guerra, creando il miracolo del boom economico.
Ci sono molte falle in questo sistema, ormai è evidente. C’è l’indifferenza verso i più deboli, i più fragili, i più vulnerabili. Premiando solo chi lavora dodici ore al giorno, si tagliano fuori i bambini, gli anziani, i malati, i disabili, le donne che non hanno parità e riconoscimento, chi non ha reddito e sta peggio degli altri.
Il mondo nuovo
Il Mondo Nuovo, quell’età dell’oro che arriverà dopo aver attraversato la distruzione del vecchio, sarà basato su altri paradigmi.
Non possiamo costruire il nuovo su fondamenta sgretolate, su principi di competizione e sopraffazione, su una logica basata sul profitto. Perché non possiamo? Perché non ha funzionato, e non funzionerà più.
Non possiamo ignorare le decine di migliaia di morti che la pandemia ha provocato, a causa di una sanità pubblica prosciugata da malfattori; non possiamo ignorare la nazione più potente del mondo che guarda morire tutti i propri poveri senza fare nulla, non possiamo ignorare i migliaia di cadaveri dell’Ecuador abbandonati e bruciati per le strade, non possiamo più ignorare che la guerra era il motore del profitto del mondo vecchio, che l’inquinamento di Madre Terra ci stava già portando all’estinzione. Non possiamo ignorare che, grazie al nostro isolamento e alla chiusura di tante attività, la Natura si sta riprendendo i suoi spazi, com’è giusto e logico.
Onorare i defunti
Come possiamo far sì che le migliaia di persone che hanno lasciato il corpo non siano morte invano?
Portando con noi la loro forza, la loro determinazione, il loro impegno per creare un futuro migliore per i loro figli e nipoti, il loro amore dimostrato nel sacrificio di sé, nel destinare la vita al lavoro e al risparmio, il loro tentativo di darci di più rispetto a ciò che avevano ricevuto.
Onorando le forti radici che ci hanno donato i nostri genitori, ringraziandoli, nella certezza del loro amore, possiamo andare avanti e attraversare le prove che ancora ci aspettano.
Possiamo colmare le falle del sistema, riscoprire nuovamente i valori cancellati dal consumismo, guardare a quanti stanno moltiplicando la solidarietà, la condivisione, quanti si stanno mettendo Al Servizio di chi ha bisogno, e imparando da loro.
Umanità nuova
Coloro che sopravviveranno, quelli che rimarranno su questa Terra, avranno compreso profondamente che si può sopravvivere solo aiutandosi l’un l’altro, che non c’è futuro senza umanità.
Questo è il tuo tempo, come puoi usarlo per metterti Al Servizio della Nuova Umanità? Se già lo stai facendo sei benedetto; se ancora non lo fai, questo è il momento di scoprire come fare, secondo i tuoi talenti, le tue capacità e attitudini. La tua Essenza può esprimersi in questo momento, anche se hai rinunciato ad essa molto tempo fa, per il tuo patto infantile.
Siamo costretti a restare con l’ESSENZIALE, il resto svanirà.
E tu, chi sei tu? Sei pronto a trasformarti, a lasciar andare le maschere del mondo vecchio, per scoprire come puoi VIVERE nel Mondo Nuovo?
Sei pronto a entrare nella Nuova Era, quella in cui l’essere umano non sarà più schiavo del profitto, ma artefice del suo destino?
Libertà di essere
La libertà non è data dall’avere tanti soldi da spendere, dal poter viaggiare in molti luoghi, dal potersi permettere beni materiali lussuosi.
La libertà deriva dall’aver spezzato moltissime catene DENTRO di sé.
Si può essere liberi anche in prigione (puoi rileggere la vita di Nelson Mandela, di Josè Mujica, o di Luis Sepulveda), anche chiusi in casa, scoprendo che si può essere artefici della propria Anima.
Una leggenda dice che sulla Tavola Rotonda vi fosse inciso: “Servendoci l’un l’altro diveniamo liberi”, e questo impareremo negli anni a venire, se saremo tra i fortunati che resteranno qui.
Vuoi capire come è possibile trasformare la tua esperienza in modo da ottenere risultati diversi?
